Quello che inizialmente sembrava un intervento legato a una vicenda di appropriazione indebita si è trasformato in un’indagine ben più ampia. Protagonista della vicenda è Alessandro Oliani, 48 anni, finito al centro di un’operazione dei carabinieri che ha portato al sequestro di stupefacenti, denaro e materiale riconducibile allo spaccio.
La denuncia per il Rolex e l’avvio delle indagini
Tutto ha avuto origine dalla querela presentata da una donna del Salento, che aveva affidato a un conoscente un orologio di lusso con l’obiettivo di venderlo. Dopo mesi senza esito e senza la restituzione del bene o del ricavato, la vicenda è stata portata all’attenzione dei militari dell’Arma.
Da quel momento sono scattate le verifiche che hanno condotto gli investigatori fino alla residenza estiva dell’indagato a Otranto.
Il blitz e la scoperta della droga
Durante il controllo, i carabinieri della stazione di Otranto, supportati dai colleghi di Maglie e dalle unità cinofile, hanno assistito a un tentativo di disfarsi di alcuni involucri lanciati dal balcone. All’interno sono stati trovati circa 50 grammi di cocaina.
La successiva perquisizione ha permesso di recuperare anche il Rolex oggetto della denuncia, ma soprattutto ha fatto emergere una situazione ben più complessa.
In casa è stato infatti scoperto quello che gli investigatori hanno definito un vero e proprio “bazar” dello spaccio, con hashish nascosto in una macchinetta del caffè, bilancini di precisione e circa mezzo chilo di mannite utilizzata per il taglio delle sostanze.
Tra gli elementi ritenuti utili alle indagini anche un foglio con annotazioni e sigle come “moka 50” o “cuoco 55”, interpretate come possibili riferimenti contabili dell’attività illecita.
Denaro nascosto e perquisizioni estese
Nel corso delle verifiche è stata rinvenuta anche una consistente somma di denaro: oltre 11mila euro complessivi, parte dei quali nascosti nel vano ruota di una Fiat Panda.
L’udienza e la decisione del giudice
L’indagato, davanti al giudice per le indagini preliminari Marcello Rizzo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il tribunale ha comunque convalidato l’arresto, riconoscendo il rischio di reiterazione del reato, ma disponendo una misura meno restrittiva rispetto al carcere.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Silvio Verri, ha ottenuto gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
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