Anche l’Intelligenza Artificiale in campo contro l’evasione fiscale. L’incrocio delle banche dati, l’analisi dei flussi finanziari e l’impiego di strumenti digitali avanzati consentono di individuare con maggiore precisione le situazioni che presentano elevati profili di rischio, ottimizzando l’attività di verifica e riducendo al contempo gli adempimenti per i contribuenti corretti.
Questa la strategia per trovare i contribuenti infedeli. Che secondo l’elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati ISTAT e Ministero dell’Economia e delle Finanze in un solo anno (il 2023, l’ultimo per il quale ci sono dati certi) hanno sottratto al Fisco italiano 107.056 milioni di euro, pari al 12,1% di quanto incassato.
E la Puglia, per percentuale, è la seconda regione, dietro alla Calabria, in cui si stima che l’evasione sia più elevata: 7.034 milioni di euro, pari al 18,5% di quanto versato. Con il 17,3% dell’economia osservata che sfuggirebbe.
Da qui i maggiori controlli, per i quali l’Agenzia delle Entrate si affida anche all’AI per incrociare i dati in proprio possesso, indirizzando così le verifiche sui fenomeni più diffusi. Tra questi, le frodi IVA, che continuano a sottrarre ingenti risorse alle casse pubbliche, l’utilizzo indebito di crediti fiscali inesistenti o non spettanti e la percezione irregolare di contributi, incentivi e aiuti economici pubblici. Ma anche i casi di fittizia residenza fiscale all’estero.
E poi, naturalmente, ci sono i contribuenti onesti, quelli che si trovano a sorreggere un fisco che, per le imprese, risulta il quinto più gravoso in Europa. Il 30 giugno, gli imprenditori italiani dovranno versare all’erario 22,9 miliardi di euro, tra il pagamento dell’Ires dell’Irap e dell’Irpef.
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