Bonus edilizi, maxi frode da 2 milioni: 21 a giudizio a Lecce

La Procura chiede il processo per ventuno imputati: al centro dell’indagine un presunto sistema di crediti d’imposta falsi tra il 2021 e il 2022

tribunale

È arrivata a una svolta l’inchiesta della Procura di Lecce su una presunta maxi-truffa legata ai bonus edilizi, con un danno stimato attorno ai 2 milioni di euro. La magistratura ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per tutte le ventuno persone coinvolte, segnando un passaggio decisivo nel procedimento giudiziario.

La richiesta è stata avanzata dalla sostituta procuratrice Simona Rizzo, titolare del fascicolo, e sarà valutata il prossimo 21 settembre davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lecce, Francesco Valente.


Il meccanismo contestato

Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema ipotizzato dagli inquirenti si sarebbe sviluppato tra aprile 2021 e gennaio 2022 attraverso la presentazione di dichiarazioni non veritiere all’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo sarebbe stato ottenere indebitamente crediti d’imposta relativi a bonus facciate, ecobonus e bonus ristrutturazioni, riferiti a lavori che in realtà non sarebbero mai stati eseguiti.

I crediti fiscali, una volta riconosciuti, sarebbero stati ceduti a Poste Italiane S.p.A., che avrebbe poi accreditato le somme sui conti correnti indicati dagli indagati, ignara della presunta frode.

Gli importi contestati variano sensibilmente, da circa 32mila a oltre 200mila euro per singola operazione. In tre casi, le richieste sarebbero state respinte, configurando quindi anche un’ipotesi di tentata truffa ai danni dello Stato.


Le accuse e i reati contestati

Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di una serie di reati tra cui truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti, utilizzo indebito di crediti d’imposta e autoriciclaggio.

L’impianto accusatorio descrive inoltre un presunto sistema di movimentazione dei proventi illeciti, con trasferimenti verso società, professionisti e conti esteri, in particolare in Albania, attraverso causali riconducibili a prestazioni e operazioni commerciali solo apparenti.

In alcuni casi, secondo gli inquirenti, sarebbero state utilizzate le generalità di soggetti coinvolti per la presentazione delle pratiche fraudolente, mentre altri avrebbero fornito supporto logistico o partecipato alla gestione dei flussi finanziari.


Il nodo dei flussi finanziari

Tra gli elementi ricostruiti nell’indagine figura anche il caso di uno degli indagati, dal cui conto sarebbero partiti trasferimenti per circa 185mila euro, suddivisi in più operazioni verso diverse società, con causali formalmente riferite a noleggi, forniture e prestiti.


Verso l’udienza preliminare

Il prossimo appuntamento in aula sarà decisivo per stabilire se aprire il processo nei confronti dei ventuno imputati. Il giudice per l’udienza preliminare dovrà valutare la richiesta della Procura e l’impianto accusatorio costruito nel corso delle indagini.

Redazione

Seguici su

Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

L’esplosione ha svegliato il centro abitato: indagano i carabinieri dopo l’attentato incendiario contro una Audi...
Le fiamme hanno coinvolto il negozio Salento Forniture: vigili del fuoco al lavoro per domare...
Diversi esercizi commerciali colpiti tra Alessano, Surano, Tricase e Tiggiano: i carabinieri ipotizzano un unico...

Altre notizie