In tre anni avrebbe ordinato dodici azioni per intimidire un 42enne e la sua famiglia, facendo sparare sotto casa, alla marina di Ugento, e piazzando ordigni artigianali. Una lunga persecuzione a cui hanno posto fine i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Casarano, arrestando il 49enne, del posto, accusato di atti persecutori aggravati, con condotte reiterate e gravemente intimidatorie.
A condurre le indagini, coordinate dalla Procura salentina, sono stati gli stessi militare di Casarano, coadiuvati dai colleghi della stazione locale e di quella di Ugento.
Il 49enne aveva messo nel mirino il 42enne, la convivente ed i due fratelli, facendoli vivere nel terrore per tre anni. Con episodi sempre più gravi, tra cui colpi di fucile e di pistola fuori dall’abitazione della famiglia, dove sono stati piazzati anche ordigni, uno dei quali ha danneggiato l’auto della vittima. A fuoco, in un’altra circostanza, anche la vettura della convivente della vittima. L’ultimo gesto intimidatorio sarebbe avvenuto alla fine del marzo scorso.
Il tutto, a causa, secondo le indagini dei carabinieri, di un risentimento sentimentale. Gelosia, insomma.
Il 49enne si trova nella casa circondariale di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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