Sei posizioni guadagnate in un anno. È il salto compiuto dall’Università del Salento nella Classifica Censis delle Università italiane, edizione 2026/2027, presentata ieri a Roma: l’Ateneo si colloca al settimo posto tra i medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti), con un punteggio complessivo di 86,8.
Servizi e borse di studio trainano la crescita
A trainare la risalita sono soprattutto due indicatori che misurano l’attenzione concreta verso gli studenti: i servizi, dove UniSalento ottiene 96 punti – il valore più alto dell’intera categoria – e le borse di studio e gli interventi in favore degli studenti, dove raggiunge quota 100, tra i migliori punteggi a livello nazionale. Solidi anche i risultati per le strutture (91) e per la comunicazione e i servizi digitali (90).
Cos’è la classifica Censis
La classifica Censis, giunta a oltre 25 edizioni, valuta gli atenei italiani su strutture, servizi, borse di studio, internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali e occupabilità, per un totale di 70 graduatorie costruite su oltre 960 variabili, a supporto dell’orientamento degli studenti e delle famiglie.
Il balzo di UniSalento nella categoria dei medi atenei conferma il posizionamento competitivo dell’università del Salento nel panorama nazionale, in particolare sui servizi rivolti alla comunità studentesca.
Le parole della rettrice Aiello
«Questo risultato ci rende orgogliosi perché premia le scelte su cui abbiamo investito con più convinzione: gli studenti e le studentesse, la loro vita quotidiana in Ateneo, il loro diritto allo studio – dichiara la rettrice Maria Antonietta Aiello –. Il primato nazionale nei servizi tra i medi atenei e il punteggio ottenuto sulle borse di studio dicono che l’Università del Salento è una comunità che accoglie, sostiene e non lascia indietro nessuno. Scalare sei posizioni in un solo anno non è un episodio: è il segno di un percorso di crescita costante, costruito con il lavoro di tutta la comunità accademica, del personale e di chi ogni giorno rende questo Ateneo un luogo in cui studiare bene. Continueremo su questa strada, consapevoli che i ranking non sono un traguardo, ma uno specchio: ci restituiscono l’immagine di un’università del Mezzogiorno che compete ad armi pari e guarda avanti con ambizione».
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