Prosegue il percorso di Ogni Altro Suono, la rassegna multidisciplinare dedicata a concerti, performance, residenze artistiche e laboratori che dal 2021 anima gli spazi di KORA – Centro del Contemporaneo a Castrignano de’ Greci. Il prossimo appuntamento è in programma domenica 26 luglio, con inizio alle 22, e propone una serata che mette in dialogo tradizione e sperimentazione attraverso due progetti che esplorano nuovi linguaggi sonori del Mediterraneo.
ALMA LAPILLI: la tradizione napoletana incontra la sperimentazione
Tra i protagonisti della serata ci sarà ALMA LAPILLI, il nuovo progetto live ideato da STILL, alias Simone Trabucchi, insieme al polistrumentista Raffaele Cardone e al cantante e tammorraro Romeo Barbaro.
Nato a Napoli all’interno dell’Auditorium Novecento, il progetto prende ispirazione dalla fronna, antica forma di canto improvvisato della tradizione partenopea, trasformandola in una ricerca sonora contemporanea dove elettronica, strumenti acustici e voce convivono in un equilibrio in continua evoluzione.
L’obiettivo non è quello di riproporre fedelmente il patrimonio musicale popolare, ma di reinterpretarlo attraverso un linguaggio attuale, in cui memoria, improvvisazione e sperimentazione si fondono dando vita a un’esperienza immersiva.
Sul palco, Simone Trabucchi curerà elettronica e live dub, Raffaele Cardone suonerà bouzouki, mandolino, mandoloncello e oud, mentre Romeo Barbaro darà voce al progetto accompagnandosi con tammorra, nacchere e altri strumenti della tradizione.
Il percorso artistico di Simone Trabucchi
Artista e musicista milanese, Simone Trabucchi sviluppa da anni una ricerca che attraversa musica, arti visive e culture vernacolari. È cofondatore del collettivo artistico Invernomuto e della label sperimentale Hundebiss Records.
Con il progetto STILL ha costruito un linguaggio originale che unisce elettronica, dancehall e tradizioni popolari, pubblicando lavori apprezzati a livello internazionale. Tra i progetti più recenti figurano KIKOMMANDO e Black Med, quest’ultimo dedicato alle traiettorie sonore del Mediterraneo.
Attualmente è impegnato in tournée internazionali e prosegue la propria attività di ricerca all’Auditorium Novecento di Napoli, collaborando proprio con Cardone e Barbaro.
Francesco Loccisano porta sul palco la chitarra battente
La serata ospiterà anche il concerto del chitarrista calabrese Francesco Loccisano, considerato uno dei principali interpreti contemporanei della chitarra battente.
Attraverso una tecnica personale sviluppata negli anni, Loccisano ha trasformato uno strumento tradizionalmente destinato all’accompagnamento in una voce solista capace di raccontare la cultura del Sud con un linguaggio moderno.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti come Eugenio Bennato, Gianna Nannini, Vinicio Capossela, Carlos Saura e Christina Pluhar, esibendosi nei principali festival internazionali.
Oggi insegna la prima cattedra italiana dedicata alla chitarra battente presso il Conservatorio Saverio Arlia di Nocera Terinese, contribuendo alla diffusione e al rinnovamento di questo storico strumento.
Un viaggio tra Mediterraneo, memoria e contemporaneità
Il concerto propone un percorso musicale che intreccia tradizioni calabresi e culture mediterranee, alternando momenti di forte energia ritmica a passaggi più intimi e contemplativi.
L’intento è quello di raccontare una Calabria in continua trasformazione, dove la musica popolare diventa uno strumento capace di dialogare con il presente senza perdere il legame con le proprie radici.
La sesta edizione di Ogni Altro Suono
Con la sua sesta edizione, Ogni Altro Suono consolida un’identità sempre più definita, proponendo una riflessione sulla nuova musica popolare d’avanguardia e sulla possibilità di creare connessioni tra territori, culture e discipline artistiche.
Il cartellone coinvolge numerosi musicisti e progetti italiani e internazionali, tra cui Ground-to-Sea Sound Collective, WoW, Agnese Amico, Ghetonia, France, Alessandro “Asso” Stefana, Ondakeiki, Admir Shkurtaj, Sourdure, Roberto Laneri e molti altri, confermando la vocazione del festival come spazio dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e all’incontro tra linguaggi contemporanei.
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