Un’infermiera di 42 anni in servizio presso l’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase è finita sotto indagine da parte della Guardia di Finanza di Otranto con l’ipotesi di appropriazione indebita di materiale sanitario.
Secondo gli investigatori, la donna si sarebbe procurata indebitamente diversi presidi medicali dal presidio ospedaliero, tra cui bisturi sterili monouso, regolatori di flusso, connettori per cateteri, guanti chirurgici, fili di sutura, soluzioni di glucosio e cloruro di sodio, mascherine, tamponi in cellulosa ossidata, siringhe sterili e tubetti di lidocaina in pomata. Il valore complessivo del materiale non è stato ancora quantificato.
La perquisizione domiciliare disposta dagli inquirenti, però, ha avuto esito negativo. A confermarlo è il difensore dell’infermiera, l’avvocato Tommaso Valente, precisando che nell’abitazione non è stato rinvenuto alcun materiale sanitario.
La vicenda, secondo la difesa, va letta anche alla luce di un contesto familiare particolarmente conflittuale. L’indagine avrebbe infatti preso avvio da un esposto presentato dall’ex compagno della donna, che avrebbe consegnato del materiale sanitario poi sequestrato dalla Procura. Proprio quel ritrovamento ha spinto gli inquirenti a disporre la successiva perquisizione, conclusasi senza ulteriori riscontri.
Gli esiti dell’attività investigativa sono stati trasmessi anche alla direzione sanitaria dell’ospedale “Cardinale Panico”, che potrà avviare le verifiche interne di competenza ed eventualmente adottare provvedimenti disciplinari. L’inchiesta resta nella fase preliminare e servirà a chiarire la provenienza del materiale sequestrato e le eventuali responsabilità, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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