Processo per l’omicidio del fratello a Tricase: imputato rischia l’ergastolo

Il 20 ottobre 2026 inizierà davanti alla Corte d’assise di Lecce il processo nei confronti del 33enne accusato di aver ucciso il fratello durante una lite avvenuta nell’aprile scorso.

Il 20 ottobre 2026 inizierà davanti alla Corte d’assise di Lecce il processo a carico di Md Humaun Sheikh, 33enne originario del Bangladesh. L’uomo è accusato di aver ucciso a coltellate il fratello minore, Md Noyan, il 30 aprile scorso nell’appartamento in cui vivevano in via Cadorna, nel centro di Tricase.

Il processo per giudizio immediato è stato disposto dal GIP Angelo Zizzari su richiesta della PM Donatina Buffelli. Sheikh deve rispondere di omicidio volontario, aggravato dai legami di parentela e dall’uso dell’arma: contestazioni che potrebbero costargli la pena dell’ergastolo.

Secondo le indagini, il delitto è avvenuto intorno alle 17:30 al culmine di una lite nata per motivi economici. La vittima è stata colpita più volte con un coltello ed è deceduta nonostante il tempestivo arrivo dei sanitari del 118. A chiarire la dinamica è stata la testimonianza chiave di un connazionale presente in casa, che ha raccontato ai carabinieri di aver visto l’aggressione e di aver cercato invano di fermare il 33enne, prima di correre in strada per chiedere aiuto.

Tra le prove raccolte dagli inquirenti c’è anche una videochiamata che l’imputato avrebbe fatto ai familiari in Bangladesh subito dopo l’aggressione, mostrandogli il fratello agonizzante e ammettendo di averlo accoltellato. La registrazione è stata acquisita agli atti.

Durante l’udienza di convalida dell’arresto, il 33enne ha confessato il delitto dichiarando:

«Era un buono lui e sono un buono anche io».

Il giudice ne ha ordinato la custodia cautelare in carcere — dove si trova tuttora — ritenendo concreto il rischio di fuga verso il paese d’origine.

Entrambi ben inseriti nella comunità locale dopo aver seguito percorsi di accoglienza e integrazione, i due fratelli lavoravano insieme in un bar di Tricase Porto. Il maggiore era arrivato nel Salento nel 2022, raggiunto dal minore due anni dopo. Descritti da tutti come lavoratori seri e stimati, inviavano gran parte dei loro guadagni alla famiglia rimasta in Bangladesh.

La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Raffaele Benfatto, potrà richiedere il rito abbreviato solo se, durante il dibattimento, cadranno le aggravanti che al momento prevedono l’ergastolo.

Redazione

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