Avrebbe continuato a perseguitare la ex, nonostante il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico disposto alcuni mesi fa, contattando sui social, con messaggi e telefonate i familiari della donna, installando anche una telecamera sul prospetto della casa della vittima per spiarne i movimenti. Una «vile condotta di accerchiamento» che ha portato il Tribunale di Lecce ad aggravare la misura cautelare nei confronti di un 45enne della provincia di Lecce, indagato per stalking e maltrattamenti aggravati. Per l’uomo è stato quindi disposto il carcere.
La denuncia della vittima e le prime condotte persecutorie
Stando alla denuncia della vittima e agli accertamenti degli inquirenti, il 45enne, difeso dall’avvocato Salvatore Rondine, avrebbe iniziato a perseguitare la ex compagna convivente, dalla quale aveva avuto un figlio che oggi ha 8 anni, a marzo 2026, dopo che lei aveva deciso di interrompere la relazione.
La avrebbe minacciata dicendole che «piuttosto che lasciare la casa familiare la avrebbe incendiata», contattandola con centinaia di messaggi e telefonate ogni giorno, appostandosi sotto l’abitazione e suonando insistentemente al citofono, cercando di entrare forzando la serratura e seguendola in auto.
Gli episodi di violenza contestati
In una occasione la avrebbe chiusa in bagno dopo il rifiuto di un approccio fisico e avrebbe anche aggredito fisicamente il padre di lei che era intervenuto in difesa della donna. È accusato, inoltre, di aver maltrattato il figlio, facendolo assistere ai comportamenti violenti nei confronti della madre e contattandolo ripetutamente per ottenere informazioni.
Queste condotte, ricostruite dalle indagini e dai racconti della vittima, hanno portato all’applicazione delle misure cautelari con divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico, poi ritenute insufficienti a contenere l’escalation persecutoria e sostituite con la custodia in carcere.
Giudizio immediato e prossime tappe processuali
Nei suoi confronti la Procura di Lecce ha già chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Il processo inizierà il 15 dicembre.
Il caso si inserisce nel quadro delle iniziative di contrasto alla violenza di genere e agli atti persecutori, ambito in cui le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine ribadiscono la centralità delle denunce tempestive e dell’applicazione rigorosa delle misure cautelari previste dalla normativa.
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