Telecamera per controllare la ex: 45enne finisce in carcere

Dopo il divieto di avvicinamento l’uomo avrebbe continuato a cercare contatti e a monitorare i movimenti della donna

tribunale

Un nuovo provvedimento giudiziario aggrava la posizione di un 45enne del Leccese, già sottoposto nei mesi scorsi alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alle persone offese. L’uomo è stato trasferito in carcere dopo la firma di un’ordinanza di aggravamento emessa dalla gip del Tribunale di Lecce Maria Francesca Mariano.

Al centro della vicenda ci sarebbe una serie di comportamenti ritenuti incompatibili con le restrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. Tra gli elementi più rilevanti emersi nell’indagine figura anche l’installazione di una telecamera sul prospetto dell’abitazione dell’ex moglie, che secondo gli inquirenti sarebbe stata utilizzata per controllarne a distanza gli spostamenti.

Nuovi contatti nonostante il divieto

Il provvedimento nasce dagli accertamenti svolti dopo l’applicazione della precedente misura cautelare, disposta nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti aggravati e atti persecutori.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’uomo avrebbe continuato a tentare di mantenere un contatto con l’ex compagna e con i familiari di lei nonostante il divieto imposto. Gli episodi contestati riguarderebbero comunicazioni attraverso social network, tentativi di chiamata rivolti ai genitori della donna e messaggi inviati anche utilizzando un’utenza intestata al fratello.

Nel quadro investigativo sarebbero inoltre emersi sms e messaggi vocali che, secondo l’accusa, confermerebbero la prosecuzione di condotte finalizzate a mantenere un collegamento con le persone offese.

La telecamera e il timore di ulteriori condotte

L’aspetto considerato più significativo dalla giudice riguarda proprio il dispositivo installato davanti all’abitazione della donna. La telecamera, secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, avrebbe consentito all’uomo di osservare i movimenti dell’ex compagna e di tentare eventuali interazioni anche senza un contatto diretto.

La gip avrebbe evidenziato un quadro caratterizzato da un atteggiamento definito ossessivo e da una volontà di controllo persistente nei confronti della donna. I ripetuti tentativi di comunicazione, l’utilizzo di numerazioni riconducibili a terze persone e i contenuti ritenuti offensivi dei messaggi avrebbero contribuito a delineare una situazione considerata particolarmente preoccupante.

Secondo il giudice, tali elementi avrebbero rappresentato una violazione delle misure già adottate e un possibile rischio di ulteriori comportamenti ancora più gravi.

Disposto il carcere in attesa del processo

Alla luce delle nuove contestazioni, la Procura ha chiesto un aggravamento della misura cautelare. La gip ha ritenuto il carcere la soluzione proporzionata rispetto al quadro emerso e l’unica in grado di garantire un’effettiva tutela delle persone coinvolte.

Per il 45enne è già stato emesso il decreto di giudizio immediato. La prima udienza del processo ordinario è fissata per il prossimo 15 dicembre. L’uomo sarà assistito dall’avvocato Salvatore Rondine.

Redazione

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