Come rileva la Banca d’Italia nel Rapporto sull’economia della Puglia, nel 2025 è proseguita la crescita del reddito disponibile delle famiglie consumatrici pugliesi. L’indicatore ITER-red elaborato dalla Banca d’Italia ha registrato un aumento del 2,4% a valori correnti rispetto all’anno precedente, come in Italia.
In base alle stime di Prometeia, l’andamento del reddito è stato sostenuto da tutte le sue principali componenti: hanno contribuito maggiormente i
redditi da lavoro dipendente, che hanno beneficiato della crescita delle retribuzioni, quelli da lavoro autonomo e le prestazioni sociali. Il reddito pro capite si attesta a circa 18.000 euro; un valore che si conferma inferiore di circa un quinto rispetto all’Italia.
L’indicatore ITER-red espresso a valori costanti è salito dello 0,8% nel 2025 rispetto all’anno precedente, risentendo della crescita dei prezzi. Nel confronto con il 2019, ultimo anno prima della pandemia, il potere d’acquisto risulta superiore dell’1,1% (2,5 per l’Italia).
Nel 2025 in Puglia l’inflazione, misurata dalla variazione dell’indice dei prezzi al consumo (NIC), è stata pari al 2,1% in media annua (1,5 in Italia), in
rafforzamento rispetto al 2024 (0,8%). L’aumento ha riflesso soprattutto l’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari e dei servizi e il calo meno intenso dei prezzi dei beni energetici. Al netto delle componenti più volatili (come energia ed alimentari freschi) l’inflazione è risultata in rialzo dall’1,9 al 2,5.
Informazioni sulla prima parte dell’anno in corso, disponibili solo a livello nazionale, indicano un significativo aumento dell’inflazione rispetto ai valori di fine 2025, a seguito anche dei rincari sui carburanti dovuti al conflitto in Medio Oriente, che hanno sospinto la componente dei beni energetici.
Nel 2025 l’indicatore regionale dei consumi delle famiglie (ITER-con) è cresciuto dello 0,9% in termini reali in Puglia, in linea con la media nazionale. L’andamento si inserisce in un quadro di medio termine caratterizzato da una dinamica contenuta.
In base alle stime dell’Osservatorio Findomestic, nel 2025 gli acquisti di auto sono diminuiti; vi ha inciso, secondo i dati dell’Associazione nazionale filiera
automobilistica (ANFIA), il calo delle immatricolazioni di autovetture (-7,4%) -2,2 nella media del Paese. Nel confronto con il 2019 il livello delle vendite di auto nuove è inferiore di quasi un terzo. In prospettiva, secondo le previsioni di Confcommercio, la dinamica dei consumi si confermerebbe moderata nell’anno in corso. L’andamento potrebbe risentire del deterioramento della fiducia delle famiglie: l’indicatore sul clima di fiducia, disponibile solo a livello di macroarea, si è posizionato nell’ultimo triennio su valori inferiori rispetto al periodo precedente la pandemia e ha registrato un ulteriore significativo indebolimento nei
mesi di marzo e aprile di quest’anno, sul quale potrebbe aver inciso il peggioramento del contesto geopolitico.
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