La propensione alla spesa di chi fa le vacanze in Puglia

Le stime contenute nel Rapporto della Banca d'Italia sull'economia pugliese

La spesa di chi trascorre le vacanze in Puglia ha un’incidenza inferiore rispetto alla media nazionale, pur in nel confronto con il periodo pre Covid. Nel 2024, ultimo anno di disponibilità dei dati – evidenzia la Banca d’Italia nel rapporto sull’economia pugliese – l’incidenza della spesa turistica effettuata in regione (da parte di stranieri, italiani di altre regioni e residenti in Puglia) sui consumi interni totali è stata pari all’8,2% (10,2 in Italia), una quota leggermente superiore a quella pre-pandemia (7,7 nel 2019).

Oltre la metà della spesa turistica è attribuibile a visitatori italiani non residenti in Puglia, mentre poco più di un quarto è effettuata da viaggiatori stranieri (42% in Italia).

Secondo l’Indagine sul turismo internazionale della Banca d’Italia, nel periodo 2019-24 la spesa dei turisti stranieri in Puglia è più che raddoppiata in termini reali, sostenuta dall’aumento delle presenze e da quello della spesa media giornaliera, cui è ascrivibile il contributo prevalente (circa il 60%). Le due componenti hanno inciso differentemente nel Mezzogiorno, dove oltre tre quarti dell’aumento è riconducibile alle presenze; a livello nazionale l’espansione è invece interamente attribuibile alla crescita della spesa media giornaliera, a fronte di un apporto lievemente negativo delle presenze.

Nel periodo considerato la spesa media giornaliera dei turisti stranieri, espressa a prezzi costanti, è aumentata soprattutto tra quelli europei (mediamente
caratterizzati da livelli più contenuti rispetto agli altri stranieri) e americani, mentre si è ridotta per quelli asiatici, la cui quota è tuttavia molto contenuta in termini di presenze.

La spesa dei pugliesi fuori dalla regione

Il rapporto esamina anche la spesa turistica delle famiglie residenti in Puglia. Durante la pandemia la propensione alla spesa dei turisti si è ridotta nettamente per quelle pugliesi, per poi raggiungere livelli di poco superiori a quelli precedenti la crisi sanitaria negli anni più recenti. In particolare, nel 2024
tra le famiglie residenti in regione l’incidenza dei consumi turistici all’estero risultava superiore rispetto al 2019, mentre è rimasta stabile quella
effettuata nel resto d’Italia – che è la componente più rilevante – e quella nella regione di residenza.

Redazione

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