Un presunto sistema organizzato avrebbe sfruttato i finanziamenti garantiti dallo Stato destinati alle imprese durante l’emergenza Covid-19, generando un profitto ritenuto illecito. È quanto emerge dalla maxi inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Brindisi, che ha portato alla chiusura delle indagini nei confronti di 145 persone, destinatarie complessivamente di 252 ipotesi di reato.
Secondo gli investigatori, il denaro sarebbe stato ottenuto attraverso due distinti meccanismi: bilanci alterati per aumentare l’importo dei prestiti oppure società considerate operative solo sulla carta, create o utilizzate per accedere ai finanziamenti pubblici. Parte delle somme, secondo l’accusa, sarebbe finita nelle mani di intermediari anziché essere impiegata per le finalità imprenditoriali previste.
I finanziamenti contestati riguardano prestiti garantiti al 100% da Medio Credito Centrale, ente estraneo all’inchiesta, mentre alcune pratiche sarebbero transitate attraverso la Banca Popolare Pugliese, anch’essa estranea alle contestazioni.
Le indagini sono state chiuse, ma le accuse dovranno ora essere vagliate nelle successive fasi del procedimento. Tutte le contestazioni restano, allo stato attuale, ipotesi accusatorie e dovranno essere eventualmente confermate nel corso del processo.
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