Lecce approva il parcheggio multipiano al Foro Boario tra le polemiche

Il Consiglio comunale dà il via libera al progetto da 770 posti auto e tre livelli fuori terra. Contrari residenti e opposizioni, che annunciano nuove iniziative contro l’opera

l progetto del nuovo parcheggio sopraelevato nell’area dell’ex Foro Boario di Lecce compie un passo decisivo, ma continua a dividere la città. Il Consiglio comunale ha infatti approvato il Piano di fattibilità tecnico-economica dell’intervento con 16 voti favorevoli e 9 contrari, dando il via libera alla realizzazione di una struttura destinata a modificare profondamente l’assetto della zona.

L’opera prevede 770 posti auto distribuiti su tre livelli, per un’altezza complessiva di circa 15 metri, oltre a un terminal dedicato ai bus e ai servizi collegati. Una scelta progettuale che ha trovato il sostegno della maggioranza, ma che ha generato forti contestazioni da parte di residenti e forze di opposizione.

Dall’ipotesi del parcheggio interrato alla soluzione sopraelevata

Il progetto approvato rappresenta un cambio di indirizzo rispetto alla precedente impostazione dell’amministrazione Salvemini, che aveva immaginato un parcheggio completamente interrato nell’area dell’ex Foro Boario.

Per quella soluzione erano già stati individuati 29 milioni di euro attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo, ma l’aumento dei costi registrato negli ultimi anni avrebbe reso insufficiente il finanziamento disponibile. Da qui la scelta di puntare su una struttura multipiano fuori terra, ritenuta più sostenibile dal punto di vista economico.

La protesta dei residenti: “L’opera cambierà il quartiere”

Le maggiori perplessità arrivano dal Comitato cittadino Foro Boario, formato da residenti della zona contrari all’attuale configurazione del progetto. Nella giornata del Consiglio comunale, il gruppo ha organizzato un presidio davanti a Palazzo Carafa per chiedere maggiore confronto e attenzione alle ricadute dell’intervento.

La portavoce Veronica De Luca ha presentato un documento contenente osservazioni legate anche ai rilievi emersi durante l’iter amministrativo, compresi quelli degli enti coinvolti nella valutazione del progetto.

Tra le principali preoccupazioni c’è l’impatto del cantiere sulla viabilità cittadina. La realizzazione della struttura potrebbe infatti comportare disagi significativi in un’area considerata strategica per i collegamenti urbani, anche perché gli attuali posti auto presenti sul piazzale, utilizzati anche dagli utenti del tribunale civile, verrebbero meno durante i lavori.

Alla protesta hanno aderito anche altre realtà cittadine, tra cui Mind e il Circolo di Lecce di Alleanza Verdi e Sinistra.

Scontro in aula sulla partecipazione dei cittadini

Il dibattito in Consiglio comunale è stato caratterizzato da un confronto acceso. Le opposizioni hanno contestato soprattutto il percorso seguito dall’amministrazione, accusata di aver limitato il confronto pubblico su un intervento considerato strategico per il futuro dell’area.

Tra le critiche sollevate anche quella relativa ai tempi della discussione nelle commissioni consiliari competenti, ritenuti troppo ridotti rispetto alla portata del progetto.

Per favorire un approfondimento sul piano urbanistico, l’ex sindaco Carlo Salvemini ha presentato un emendamento che proponeva di ricorrere alla procedura di variante urbanistica, così da aprire un ulteriore spazio di confronto con cittadini e residenti.

La proposta, tuttavia, è stata respinta dopo il parere negativo espresso dal dirigente Giovanni Puce, secondo cui la normativa regionale non prevederebbe tale procedura per un’area già destinata a servizi.

Gara entro fine anno e possibile ricorso al Tar

Dopo la bocciatura dell’emendamento, il progetto è rimasto invariato e il Piano di fattibilità tecnico-economica ha ottenuto il via libera definitivo. La sindaca Adriana Poli Bortone ha sottolineato la necessità di rispettare le scadenze legate ai finanziamenti, con l’obiettivo di completare la gara e arrivare all’aggiudicazione entro la fine dell’anno.

Proprio la tempistica rappresenterebbe uno degli elementi alla base dell’accelerazione impressa dall’amministrazione. Per i sostenitori dell’intervento si tratta di un passaggio necessario per migliorare la mobilità cittadina, mentre per i contrari resta il timore che una struttura di queste dimensioni possa trasformare in modo permanente il volto del quartiere.

Il Comitato Foro Boario ha già annunciato la possibilità di ricorrere alla giustizia amministrativa, aprendo un nuovo capitolo nel confronto sul futuro dell’area.

Redazione

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