Un’operazione di controllo ambientale ha interessato il tratto di costa ionica compreso tra Gallipoli e Porto Cesareo, dove i Carabinieri di Lecce, con il supporto dei Nuclei Subacquei di Napoli e Pescara, hanno svolto una serie di verifiche dedicate alla protezione dell’ambiente marino e al contrasto degli illeciti.
Le attività si sono concentrate tra il 29 e il 31 luglio e hanno riguardato in particolare le infrastrutture sommerse collegate agli impianti di depurazione. I militari hanno effettuato ispezioni sulle condotte sottomarine utilizzate per il convogliamento in mare delle acque reflue trattate, analizzandone lo stato di conservazione e le condizioni di sicurezza.
Durante le immersioni operative, i Carabinieri Subacquei hanno individuato e recuperato alcune reti da pesca a strascico abbandonate sul fondale. La presenza di questo tipo di attrezzatura dispersa rappresenta un rischio significativo per l’ambiente marino, poiché può continuare a catturare organismi anche senza controllo, causando danni alla fauna e agli habitat più delicati.
Le reti recuperate possono infatti compromettere gli equilibri dell’ecosistema, con possibili conseguenze sulle praterie di Posidonia oceanica e sulle aree caratterizzate dalla presenza di comunità coralligene. L’intervento dei militari ha consentito la rimozione del materiale e la messa in sicurezza della zona interessata.
L’operazione si inserisce in un più ampio programma di tutela del patrimonio naturale salentino, con particolare attenzione alla stagione estiva, periodo nel quale l’aumento delle presenze turistiche determina una maggiore pressione sia sulle infrastrutture ambientali sia sugli ecosistemi costieri.
La presenza dei reparti subacquei dell’Arma conferma il ruolo dei Carabinieri nella salvaguardia del territorio anche attraverso attività svolte direttamente in mare, con controlli mirati alla prevenzione dei danni ambientali e alla verifica del corretto funzionamento degli impianti.
Gli accertamenti tecnici sulle condotte sommerse permetteranno di definire il quadro relativo alla loro efficienza e integrità. Parallelamente, proseguono le verifiche per individuare eventuali responsabilità legate all’abbandono delle reti da pesca recuperate sul fondale.
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