La Regione Puglia mette a disposizione 637mila euro per l’apertura e l’avvio operativo di quattro nuovi Centri antiviolenza. L’intervento punta a riequilibrare la distribuzione territoriale dei servizi dedicati alle donne vittime di violenza e ai loro figli.
Il dato più rilevante riguarda il Salento: la provincia di Lecce è indicata, insieme a Taranto, tra le aree regionali più carenti nel rapporto tra popolazione femminile residente con più di 14 anni e numero di Centri antiviolenza presenti.
Il bisogno nel territorio leccese
Per il Leccese, l’apertura di nuovi presìdi può rappresentare un passaggio importante per rafforzare la rete di ascolto, accoglienza, assistenza e accompagnamento delle donne nei percorsi di protezione, autonomia ed emancipazione.
L’obiettivo dell’Avviso è infatti ampliare i servizi proprio nei territori dove la rete esistente risulta meno adeguata rispetto alla popolazione femminile residente, offrendo risposte più vicine e accessibili a chi vive situazioni di violenza.
Le risorse e la rete regionale
Le risorse saranno ripartite in modo equo tra i soggetti ammessi al finanziamento e garantiranno ventiquattro mesi di attività. In Puglia sono attualmente presenti 33 Centri antiviolenza autorizzati, 113 sportelli territoriali, 21 case rifugio, due strutture di accoglienza in emergenza e sette Centri per uomini autori di violenza.
L’Avviso pubblico è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia il 17 agosto. Le domande potranno essere presentate dal 18 agosto ed entro i sessanta giorni successivi.
Chi può presentare domanda
Potranno partecipare soggetti privati già titolari e gestori di Centri antiviolenza autorizzati e iscritti nel registro regionale, oltre a enti del Terzo Settore iscritti al Runts, quando previsto, con sede legale e operativa in Puglia e in possesso dei requisiti richiesti.
Le proposte dovranno essere inviate in formato digitale tramite Pec all’indirizzo ufficio.garantedigenere@pec.rupar.puglia.it. Il rafforzamento dei servizi territoriali è centrale per intercettare e sostenere chi subisce violenza domestica e di genere.
Le parole dell’assessore
«In un servizio rivolto a donne che affrontano situazioni di violenza, la qualità non è un elemento aggiuntivo: è una condizione necessaria. Per questo l’Avviso valorizza esperienza specifica, competenze professionali e formazione delle operatrici. Vogliamo che l’ampliamento dell’offerta proceda insieme alla solidità dei percorsi e alla capacità dei servizi di operare secondo standard mi condivisi», dichiara l’assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia, Cristian Casili. «Contrastare la violenza significa intervenire sulle condizioni che permettono alle donne di chiedere aiuto e, soprattutto, di poter costruire un futuro fuori dalla violenza. I Centri Antiviolenza svolgono una funzione decisiva perché affiancano alla protezione la possibilità di recuperare autonomia e capacità di scelta. Rafforzare questi presìdi significa quindi investire sulla libertà delle donne», conclude Casili .
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