Una pistola con alcune munizioni è stata rinvenuta all’interno di un cantiere edile a Copertino e potrebbe essere l’arma utilizzata nel tentato omicidio che ha coinvolto Cosimo Tarantino, 62 anni, dipendente della Asl di Lecce, accusato di aver sparato contro il compagno della figlia durante una violenta discussione familiare.
Il ritrovamento rappresenta un possibile punto di svolta nelle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Gallipoli e della tenenza di Copertino, impegnati nella ricostruzione della vicenda avvenuta nel pomeriggio di giovedì scorso.
Gli investigatori stanno ora effettuando gli accertamenti tecnici necessari per stabilire se l’arma sequestrata sia effettivamente quella impiegata per ferire il 29enne.
La pistola trovata durante le ricerche
La scoperta è avvenuta nella giornata di sabato, durante una serie di sopralluoghi e perquisizioni effettuati dai militari nell’area interessata dalle indagini.
La pistola è stata individuata all’interno di un immobile in fase di ristrutturazione, intestato a persone estranee ai fatti e situato non lontano dall’abitazione dove si sarebbe consumata la violenta lite culminata con lo sparo.
L’arma era occultata dentro un marsupio, insieme ad alcune cartucce. Si tratta di una pistola calibro 9 che, secondo una prima valutazione investigativa, presenterebbe caratteristiche compatibili con quella cercata dagli inquirenti sin dal giorno dell’aggressione.
Arma modificata e senza matricola: scatta il sequestro
Dai primi controlli effettuati dai carabinieri sarebbe emerso che la pistola era priva di matricola e aveva subito modifiche. Per questo motivo i militari hanno proceduto al sequestro del materiale, avviando ulteriori verifiche tecniche.
Gli esperti dell’Arma dovranno ora analizzare l’arma nei laboratori specializzati per verificare la compatibilità con il proiettile esploso durante il ferimento del 29enne.
Gli accertamenti balistici potranno fornire elementi decisivi e chiarire se la pistola recuperata nel cantiere sia realmente quella utilizzata da Tarantino.
Le indagini sui movimenti nella zona
Parallelamente agli esami tecnici, i carabinieri stanno acquisendo anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area del cantiere e nelle zone vicine.
L’obiettivo è ricostruire eventuali movimenti sospetti nei giorni precedenti al ritrovamento e individuare chi possa aver nascosto il marsupio contenente la pistola e le munizioni.
Il luogo del ritrovamento, infatti, si trova a breve distanza dall’abitazione dove si sarebbe verificato il grave episodio familiare.
Il ferimento durante la lite familiare
Il fatto al centro dell’inchiesta risale al pomeriggio di giovedì scorso, quando, secondo la ricostruzione degli investigatori, Tarantino avrebbe esploso un colpo di pistola durante una discussione con il compagno della figlia.
Il proiettile avrebbe raggiunto il 29enne all’avambraccio sinistro, provocandogli anche una frattura del radio. Le sue condizioni non sarebbero state giudicate in pericolo di vita.
Ora saranno gli accertamenti balistici a stabilire se l’arma recuperata nel cantiere possa collegare definitivamente il 62enne all’episodio.
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