Nonostante i bagnanti l’avessero avvertita che è vietato raccogliere ricci di mare lei, una turista arrivata dalla provincia BAT a Marina Serra, in località Lavaturo, ha proseguito.
A quel punto qualcuno dei presenti ha avvertito le autorità. Sul posto è arrivato il personale della guardia costiera di Tricase, che fa capo alla capitaneria di porto di Gallipoli, constatando i ricci di mare che la donna aveva raccolto e rigettandoli nell’acqua.
Alla donna, per la violazione, è stata comminata una sanzione di 2mila euro.
Il divieto in Puglia fino al 2029
In Puglia vige un fermo pesca straordinario per i ricci di mare fino al 2029, per proteggere la specie dal rischio di estinzione dovuto al sovrasfruttamento.
La pesca eccessiva e illegale ha ridotto drasticamente il numero di ricci nei mari italiani. Con rischi per l’equilibrio marino: i ricci mangiano infatti alghe e puliscono i fondali. Senza di loro, le alghe crescono troppo e il mare rischia di soffocare. Da qui i divieti, allo scopo di far ripopolare i fondali e a dare tempo alla specie di riprodursi.
In Puglia i monitoraggi scientifici condotti dall’Arpa e dalle università hanno evidenziato che i fondali si stanno riprendendo troppo lentamente. I tre anni iniziali non sono bastati a garantire il ripopolamento della specie a causa del precedente, estremo sfruttamento della risorsa. Da qui la decisione del Consiglio regionale di prorogare il blocco della pesca fino al 2029.
La norma vieta la raccolta di qualsiasi esemplare nei mari pugliesi, sia per i pescatori sportivi che per i professionisti. Il blocco riguarda la raccolta, la detenzione, il trasporto, lo sbarco e la commercializzazione di ricci locali Nei ristoranti e pescherie è possibile consumare o acquistare ricci, ma solo se provengono da altre regioni o Paesi esteri (es. Spagna o Croazia) e possiedono una chiara documentazione di tracciabilità.
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