Olio, Coldiretti Puglia incontra Lollobrigida: 40 milioni ai frantoi e stretta sui controlli

La misura sarà gestita con la cambiale agraria Ismea. Cavallo e Piccioni: «Le risorse sostengano le imprese sane e il reddito degli olivicoltori»

Quaranta milioni di euro destinati ai frantoi oleari, attraverso la cambiale agraria Ismea, e una campagna straordinaria di controlli lungo tutta la filiera. Sono le misure comunicate dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida nel corso dell’incontro con Coldiretti, al quale hanno partecipato il vicepresidente nazionale dell’associazione e presidente di Unaprol David Granieri, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e i rappresentanti delle principali regioni olivicole italiane.

Per la Puglia erano presenti il presidente di Coldiretti Andria Agostino Tortora, il presidente regionale Alfonso Cavallo e il direttore Pietro Piccioni. Al centro del confronto, il sostegno ai frantoi che lavorano olio italiano, la tutela dei consumatori e il reddito degli olivicoltori alla vigilia della nuova campagna olearia. La dotazione della misura è pari a 40 milioni di euro e punta a offrire liquidità alle imprese del comparto attraverso lo strumento Ismea.

«Risorse ai frantoi che lavorano vero olio italiano»

Coldiretti chiede che gli stanziamenti siano indirizzati alle imprese che operano nella trasparenza, acquistano e lavorano olive italiane e riconoscono un prezzo adeguato ai produttori. L’associazione sollecita, al tempo stesso, che le risorse non vengano utilizzate da soggetti coinvolti in pratiche commerciali opache o in operazioni speculative.

«Per la Puglia, prima regione olivicola italiana, la nuova campagna olearia si apre in un contesto delicato. Gli effetti del caldo e della siccità hanno pesato sugli oliveti e ci apprestiamo a una campagna che sarà di scarica in molte aree, seppure con differenze territoriali e con una qualità che resta elevata. In questo scenario non possiamo consentire che siano ancora una volta gli olivicoltori a pagare il conto di squilibri commerciali che non hanno generato. I 40 milioni destinati ai frantoi devono sostenere le imprese sane della filiera, quelle che lavorano prodotto italiano, ritirano le olive pugliesi e riconoscono agli agricoltori un prezzo coerente con i costi e con la qualità. La Puglia ha bisogno di trasparenza, controlli e valorizzazione del vero olio extravergine italiano, non di operazioni che finiscano per comprimere ulteriormente il reddito delle nostre aziende olivicole», afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.

Controlli su giacenze, frantoi e grande distribuzione

Durante l’incontro, Lollobrigida ha confermato la volontà di attivare una campagna di controlli nei siti di stoccaggio, nei frantoi, nelle industrie e nella grande distribuzione. Secondo Coldiretti, il controllo della tracciabilità e dell’origine del prodotto dovrà interessare in particolare i canali della distribuzione organizzata, che assorbe l’80% del prodotto.

L’associazione ha chiesto una verifica puntuale delle giacenze di olio, affinché le difficoltà commerciali non ricadano sugli olivicoltori attraverso il mancato ritiro delle olive. L’obiettivo indicato è garantire scaffali trasparenti, sui quali i cittadini possano riconoscere con chiarezza origine e qualità del prodotto, valorizzando l’olio extravergine 100% italiano.

«Nei nostri territori il patrimonio olivicolo è un pezzo fondamentale dell’economia agricola e del paesaggio e migliaia di aziende si preparano a una campagna condizionata dalle difficoltà produttive e da un mercato che deve essere riportato a maggiore trasparenza. Per questo è fondamentale verificare puntualmente le giacenze e intensificare i controlli lungo tutta la filiera, dai luoghi di stoccaggio ai frantoi, fino all’industria e alla grande distribuzione. Bisogna distinguere senza ambiguità chi lavora e valorizza l’olio italiano da chi utilizza pratiche opache e operazioni commerciali che rischiano di ricadere sul primo anello della filiera. In Puglia il valore dell’olio deve tornare a partire dagli olivicoltori, perché senza un reddito adeguato alle aziende non c’è futuro per l’olivicoltura», dichiara Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

I numeri della filiera

Secondo i dati richiamati da Coldiretti, l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri l’anno. Numeri che, secondo l’organizzazione, rendono necessario rafforzare le verifiche sull’origine dell’olio e sulle modalità di commercializzazione.

In Puglia l’olivicoltura si estende su oltre 370mila ettari, coinvolge 148.127 aziende e rappresenta la coltura più diffusa sul territorio regionale, con il 64% della superficie agricola utilizzata. Il comparto esprime un valore di circa un miliardo di euro di produzione lorda vendibile di olio extravergine di oliva.

Le richieste per il comparto

Coldiretti chiede inoltre la rapida applicazione delle misure previste da ColtivaItalia, che destina 300 milioni di euro all’olivicoltura nazionale. Tra le richieste dell’organizzazione figurano anche controlli innovativi basati su risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, con la creazione di una banca dati dedicata.

Il confronto con il ministero arriva in una fase delicata per le aziende olivicole pugliesi, condizionata dagli effetti climatici e dalle attese per una campagna che si presenta disomogenea sul territorio. Una partita che riguarda produzione, qualità, prezzi e tracciabilità, temi centrali anche per il futuro dell’agricoltura sostenibile e delle filiere locali.

Redazione

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