Sono 3.713 i beni culturali recuperati e restituiti al patrimonio italiano nel 2024, secondo il bilancio annuale stilato dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri di Bari, con competenza interregionale su Puglia e Basilicata.Anche se il fenomeno dei cosidetti tombaroli ha registrato un’impennata.
Tra i beni recuperati figurano reperti archeologici, tra cui ceramiche, vasellame e materiali numismatici, e beni archivistici e librari, come documenti storici e manoscritti. Il valore complessivo stimato, qualora fossero stati immessi sul mercato nero, si aggira attorno ai 2.827.500 euro.
Un trend particolarmente allarmante riguarda l’aumento delle denunce per il reato di ricettazione, passate da 51 a 108, e per l’illecita esportazione di beni, salite da 17 a 38. In crescita anche i reati paesaggistici, con 65 denunce rispetto alle 46 dell’anno precedente, e i casi di associazione a delinquere, aumentati da 2 a 30.
Controtendenza positiva, invece, quella relativa ai furti di beni culturali, calati da 15 a 6 casi.
Particolare attenzione è stata rivolta al monitoraggio delle piattaforme di e-commerce, divenute ormai canali privilegiati per il traffico di opere d’arte. L’azione di controllo ha permesso di intercettare beni archeologici trafugati e di identificarne i detentori, anche attraverso la comparazione con la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.
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