Dopo quattro anni di carcere, Pasquale Conte, ha ottenuto la detenzione domiciliare speciale. La misura alternativa alla reclusione è stata disposta dal Magistrato di Sorveglianza di Lecce, che ha accolto l’istanza avanzata dagli avvocati difensori. Il provvedimento è motivato da ragioni di salute, con un quadro clinico giudicato incompatibile con il regime carcerario.
L’origine della condanna risale a un controllo effettuato lungo l’autostrada A16 Napoli-Bari, nei pressi dei caselli di Napoli Est. Durante il fermo, ritenuto frutto di un’attività di monitoraggio preventiva, le forze dell’ordine, con il supporto delle unità cinofile, eseguirono un’ispezione accurata su un furgone frigorifero guidato da Conte. All’interno del tetto del vano frigo fu scoperta un’intercapedine nascosta, al cui interno erano occultati 46 chilogrammi di cocaina suddivisi in 40 panetti, oltre a 1.400 euro in contanti.
Secondo gli inquirenti, il carico sequestrato sarebbe stato destinato al mercato del Salento, probabilmente in vista dell’arrivo della stagione turistica. Tuttavia, non è stato ancora chiarito per conto di chi Conte stesse effettuando il trasporto né il suo eventuale ruolo all’interno di un’organizzazione più ampia.
Di recente, l’autotrasportatore è stato raggiunto da un decreto di fissazione dell’udienza preliminare, legato alla maxi inchiesta antidroga che coinvolge decine di indagati. Nonostante la nuova pendenza giudiziaria, il deterioramento delle sue condizioni fisiche ha spinto il giudice di sorveglianza a optare per la detenzione domiciliare speciale, in attesa dei prossimi sviluppi processuali.
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