Assolti in appello Giannetta e Lanzilao: estorsione inesistente secondo i giudici

Archiviata definitivamente la vicenda giudiziaria legata alle presunte pressioni su un’ex dipendente: i due imprenditori leccesi ottengono l’assoluzione piena

Si conclude con una piena assoluzione la lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto Salvatore Giannetta, amministratore unico della società “Hs Dl”, e Donato Lanzilao, socio accomodatario, accusati di presunta estorsione ai danni di un’ex dipendente. La Corte d’appello di Lecce ha ribaltato la condanna in primo grado – pari a 3 anni e 4 mesi di reclusione – accertando che “il fatto non sussiste”, ponendo così fine a un procedimento che si protraeva da anni.

Le indagini, erano seguite a una denuncia presentata dalla donna. Secondo quanto riferito, la ex dipendente sarebbe stata costretta a recuperare le ore di assenza fruite ai sensi della legge 104/1992 per non rischiare il licenziamento e senza ricevere compenso per le ore lavorate.  La lavoratrice, inoltre avrebbe dichiarato che avrebbe dovuto restituire le somme ricevute come trattamento di fine rapporto, firmando un verbale di conciliazione sindacale come condizione per un possibile reintegro.

Il racconto della denunciante, tuttavia, non ha trovato riscontri oggettivi, secondo quanto rilevato dalla Corte nel secondo grado di giudizio. La prima sezione penale della Corte d’appello – in attesa del deposito delle motivazioni, previsto entro 30 giorni – sembra aver accolto in pieno le tesi difensive presentate dagli avvocati di Giannetta e Lanzilao. I legali hanno evidenziato come le dichiarazioni della donna non siano state confermate da altre testimonianze, tutte discordanti rispetto alla versione fornita.

A complicare ulteriormente la posizione della lavoratrice, un episodio risalente a due mesi dopo il suo reintegro, quando venne nuovamente licenziata per essersi appropriata, secondo l’azienda, di una barretta di cioccolato dal valore di 50 centesimi.

Il secondo capo di imputazione, considerato centrale nel processo, è dunque caduto in appello, segnando la fine della vertenza legale per i due imprenditori del settore della grande distribuzione, la cui azienda è attiva su tutto il territorio della provincia di Lecce.

Redazione

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