La 44enne donna salentina, ha deciso di presentarsi in questura per denunciare i suoi aguzzini. Dopo anni trascorsi a prostituirsi sotto coercizione, sostenuta solo dalla necessità di sopravvivere, la donna ha raccontato alle autorità la sua dolorosa storia, fatta di minacce, dipendenza da sostanze e sfruttamento sessuale sistematico.
Il compagno era l’organizzatore del giro, si occupava personalmente di promuovere online la “professione” della donna, attraverso pagine false su siti di incontri dove pubblicava immagini e video espliciti della vittima. A gestire gli aspetti logistici era invece un amico e convivente del fidanzato, che acquistava il necessario per gli incontri, pagava l’affitto e le utenze, utilizzando esclusivamente i soldi ottenuti dall’attività di prostituzione.
Secondo la denuncia, la donna riceveva anche cocaina come forma di “ricompensa” o incentivo a continuare l’attività sessuale, offerta regolarmente dal fidanzato. Inizialmente i guadagni venivano divisi tra i tre, ma col tempo l’uomo avrebbe cominciato a trattenere tutto il denaro per sé. In alcuni mesi la donna riusciva ad accumulare fino a 800 euro, cifra che serviva a malapena a coprire le spese essenziali.
Il punto di svolta arriva a inizio 2023, quando la vittima comprende di essere al centro di un sistema di sfruttamento fondato sulla sua vulnerabilità e lo denuncia.
Il suo ex compagno ha continuato a minacciarla telefonicamente, cercando di farla tornare all’attività e minacciando di rivelare tutto alla sua famiglia, arrivando persino a inviare sue foto intime ai clienti per mantenere vivo il “mercato”.
Attualmente, gli indagati sono assistiti dagli avvocati Giovanni Valentini e Leonardo Maiorano, mentre la vittima è difesa dall’avvocato Mario Stefanizzi. Le indagini proseguono per definire ulteriormente le responsabilità e raccogliere tutte le prove necessarie in vista dell’eventuale processo.
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