Un intreccio tra frode, violenza e riciclaggio emerge dalle indagini condotte nell’ambito del filone “EasyBonus”, inchiesta che ha messo in luce una rete criminale dedita allo sfruttamento illecito dei bonus edilizi. A fare da sfondo, episodi inquietanti: incendi dolosi a danno di abitazioni e veicoli, apparentemente orchestrati per garantire l’accesso ai proventi delle pratiche truffaldine.
Secondo quanto emerso, il principale indiziato sarebbe Orazio Preite, accusato di aver organizzato veri e propri raid per intimidire i titolari delle pratiche e incassarne i profitti. Uno degli episodi più gravi risale alle notti tra il 25 e il 26 giugno e successivamente tra il 28 e il 29 giugno, quando l’abitazione di Giorgio Monsellato fu bersaglio di attacchi incendiari. L’obiettivo, secondo gli inquirenti, era quello di costringerlo a cedere i fondi derivanti dai bonus prima che Preite venisse incarcerato per un precedente tentato omicidio.
Non si è trattato di un caso isolato. Nella notte del 2 dicembre 2022, un’altra azione intimidatoria ha colpito Antonio Tommaso Memmi, la cui villetta è stata data alle fiamme insieme a due automobili. Il gesto avrebbe avuto lo scopo di costringerlo a versare 100mila euro, cifra considerata parte dei ricavi ottenuti attraverso le pratiche edilizie truffaldine.
L’indagine, che si estende anche su altri fronti, coinvolge diverse figure, tra cui spicca anche Albano Galati, già noto alle cronache per essere indagato per l’omicidio della moglie Aneta Danielczyk, avvenuto in circostanze ancora oggetto di approfondimenti giudiziari. Galati è ora coinvolto anche in questo nuovo filone per accuse di truffa, riciclaggio e autoriciclaggio legate all’utilizzo illecito degli incentivi fiscali destinati alla riqualificazione edilizia.
Il sistema scoperto avrebbe fruttato milioni di euro grazie a pratiche false o ottenute con metodi illeciti, mentre chi si opponeva veniva colpito con azioni violente, spesso notturne, che miravano a terrorizzare le vittime e piegarne la resistenza.
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