West Nile, cavallo positivo nel Salento: l’Asl rassicura, niente blocco delle donazioni di sangue

Nonostante la positività di un cavallo al virus, l’Asl di Lecce conferma che non ci saranno interruzioni nelle donazioni di sangue

ospedale

Il Salento è al centro dell’attenzione dopo la notizia di un cavallo risultato positivo al virus West Nile (Wnv), ma l’Asl locale ha prontamente smentito le voci di un possibile stop alle donazioni di sangue. Secondo le autorità sanitarie, la situazione non deve destare allarmismi e le misure di sicurezza sono già in atto per garantire la sicurezza delle trasfusioni.

La situazione nel Salento e le rassicurazioni dell’Asl
Il riscontro di un caso positivo al Wnv in un cavallo, confermato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, ha sollevato preoccupazioni tra i cittadini. Tuttavia, l’Asl di Lecce ha voluto precisare che non sono in corso né sono previste restrizioni per le donazioni di sangue. Il test Nat (Nucleic Acid Test), utilizzato da anni nelle strutture della provincia, consente di identificare la presenza del virus prima che avvenga qualsiasi donazione, garantendo così la sicurezza delle raccolte ematiche.

Luciano Abbruzzese, direttore del dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale dell’Asl, ha sottolineato che il test Nat è una misura preventiva essenziale, che viene eseguita su tutte le donazioni. Questo test, infatti, è in grado di rilevare frammenti di materiale genetico di eventuali virus nel sangue, bloccando tempestivamente le donazioni non idonee.

Un fenomeno che merita attenzione, ma senza panico
Nonostante i recenti decessi verificatisi in alcune regioni italiane, la situazione va monitorata senza creare panico. Dall’inizio dell’anno, sono stati registrati sette decessi legati al virus, principalmente tra Lazio e Campania, ma il numero complessivo dei casi resta contenuto. Il virus West Nile è trasmesso principalmente dalle zanzare infette del genere Culex e colpisce principalmente gli uccelli, che fungono da serbatoi naturali del patogeno.

La maggior parte delle persone infette non sviluppa sintomi evidenti, ma in alcuni casi, i soggetti possono manifestare febbre, mal di testa e altri sintomi simili a quelli di un’influenza. In particolare, gli anziani e le persone con il sistema immunitario indebolito sono maggiormente a rischio di sviluppare forme più gravi della malattia.

Come proteggersi dal virus e prevenire il contagio
Non esistendo un vaccino contro la febbre West Nile, la prevenzione rimane il principale strumento per evitare il contagio. Gli esperti consigliano di ridurre al minimo l’esposizione alle punture di zanzara, utilizzando repellenti e evitando la formazione di acque stagnanti, che sono il terreno ideale per la proliferazione di questi insetti.

Redazione

Seguici su

Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Crescono le immatricolazioni all’Università del Salento. Al 14 settembre le matricole dei corsi di laurea...

Temporali intensi, fulmini e disagi in provincia: numerosi interventi per allagamenti e criticità sulla viabilità...
guardia costiera
Il corpo della 74enne bergamasca Carla Testa è stato recuperato dalla guardia costiera dopo ore...

Altre notizie