Incidenti mortali sul lavoro, Puglia in zona “rossa”

I dati aggiornati ad aprile dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, presieduto da Mauro Rossato

incidenti lavoro

Con 14 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno ed un indice di incidenza degli infortuni del 10,8% rispetto al milione e 300mila addetti regolari, la Puglia viene collocata in zona “rossa” dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, presieduto da Mauro Rossato. Cioè con un’indice di incidentalità alto. Nello stesso periodo, un anno fa, la Puglia era in zona “arancione”. Nella provincia di Lecce nei primi quattro mesi dell’anno c’è stato un decesso tra i 265.401 addetti,. con un indice del 3,8%.

​IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE, DA NORD A SUD

A finire in zona rossa ad aprile 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 8,1 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Sicilia, Liguria, Veneto, Puglia e Campania. In zona arancione: Molise, Toscana, Piemonte e Sardegna. In zona gialla: Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna e Marche. In zona bianca: Lazio, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Trentino-Alto Adige, Basilicata e Valle d’Aosta.

​MORTI E INFORTUNI IN ITALIA AD APRILE 2026

Ad aprile 2026 sono 278 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 196 in occasione di lavoro (15 in meno rispetto ad aprile 2025) e 82 in itinere (2 in più rispetto al 2025). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (30). Seguono: Veneto (26), Sicilia (22), Campania (19), Piemonte (16), Toscana (15), Puglia (14), Lazio ed Emilia-Romagna (13), Liguria (8), Sardegna (5), Marche (4), Umbria (3), Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Calabria (2), Molise e Trentino-Alto Adige (1).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nel primo quadrimestre del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (27,7). Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni (13,9) e quelli tra i 15 e i 24 anni (8,6).

In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (78 vittime su un totale di 196).

DONNE E INFORTUNI MORTALI

In totale sono 28 le donne decedute nel 2026 (come nel 2025). Di queste, 16 hanno perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025) e 12 in itinere (4 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO

Sono 77 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 278, di cui 53 deceduti in occasione di lavoro e 24 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 20,5 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 6,6 degli italiani.

I SETTORI PIÙ COLPITI AD APRILE 2026

Alla fine di aprile 2026 i settori più colpiti sono Costruzioni, Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere.

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI AD APRILE 2026

Il venerdì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine aprile 2026 (20,9%). Seguito da giovedì (20,4%) e lunedì (19,9%).

DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE APRILE 2026: IN AUMENTO +6,4%

Le denunce di infortunio totali, registrate a fine aprile 2026, sono 204.573, in aumento del 6,4% rispetto ad aprile 2025.

Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (21.460). Seguono: Sanità (11.707), Costruzioni (11.316), Trasporto e Magazzinaggio (10.289) e Commercio (10.252).

Ad aprile 2026, le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 76.571 (60.767 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 128.002 (112.250 in occasione di lavoro).

Infine, le denunce dei lavoratori stranieri sono 41.648 su 204.573 (circa 1 su 5), 35.085 in occasione di lavoro su un totale di 173.017 (ancora circa 1 su 5).

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