Lecce, falso melanoma per spillare 100 euro a un paziente: infermiere indagato

L’ex dipendente del Vito Fazzi è accusato di truffa e peculato: avrebbe inventato una diagnosi tumorale per ottenere denaro e sottratto medicinali dall’ospedale per medicazioni domiciliari non autorizzate.

Un ex infermiere dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce è indagato per truffa e peculato. Secondo l’accusa, avrebbe prospettato a un paziente una falsa diagnosi di melanoma per ottenere denaro e sottratto medicinali dalla struttura sanitaria per effettuare medicazioni domiciliari non autorizzate. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nas su delega della Procura.

La vicenda risale al 25 agosto 2025, quando un paziente salentino si era sottoposto a un intervento in day service per rimuovere una neoformazione. Dimesso nella stessa giornata, avrebbe ricevuto dall’infermiere la proposta di effettuare le medicazioni a domicilio.

La prima visita sarebbe avvenuta il 1° settembre, con l’utilizzo di garze sterili, gentamicina e disinfettante Braunol. Successivamente, secondo la denuncia, l’infermiere avrebbe riferito al paziente che una dottoressa non identificata riteneva molto probabile la presenza di un melanoma cutaneo.

Per ulteriori accertamenti avrebbe chiesto 75 euro. Spaventato dalla notizia, il paziente gli avrebbe consegnato 100 euro, con la promessa di ricevere il resto alla visita successiva. L’infermiere, però, non si sarebbe più presentato, rinviando ripetutamente l’appuntamento.

Il 18 settembre 2025, recatosi in ospedale, il paziente avrebbe appreso che l’esame istologico non aveva rilevato alcun melanoma. Assistito dall’avvocato Massimo Bellini, ha quindi denunciato l’accaduto.

Gli accertamenti dei carabinieri del Nas avrebbero fatto emergere un ammanco di prodotti sanitari dall’ospedale, tra cui flaconi di Braunol, garze idrofile e tubetti di gentamicina, compatibili con il materiale utilizzato per la medicazione domiciliare.

Secondo l’ipotesi investigativa, l’ex infermiere avrebbe prelevato farmaci e materiali dalla struttura per utilizzarli in prestazioni non autorizzate. Da qui la contestazione di peculato, oltre a quella di truffa per il presunto raggiro.

La pm Donatina Buffelli ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’ex infermiere, assistito dall’avvocato Salvatore Musco, potrà chiedere di essere interrogato o depositare memorie difensive prima delle successive decisioni della Procura.

Nel frattempo, l’uomo ha impugnato il licenziamento disposto dalla Asl. Le accuse dovranno essere valutate nell’ambito del procedimento giudiziario: la conclusione delle indagini non equivale a una condanna.

Redazione

Seguici su

Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

tribunale
L’uomo, 58 anni, è stato condannato all’ergastolo per l’uccisione di Aneta Katarzyna Danelczyk. La difesa...
Il giovane è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico...
Il 5 ottobre il conferimento dell’incarico all’ingegnere Evaldo Durante. La consulente della famiglia della vittima,...

Altre notizie