Era morto da mesi quando il tribunale di Lecce lo ha condannato per truffa. È quanto accaduto a un 65enne di Brescia, che durante il processo risultava irreperibile e contumace.
L’uomo era morto il 10 luglio 2024, ma la notizia è arrivata al tribunale soltanto dopo la sentenza, pronunciata il 23 maggio 2025. A confermare il decesso è stata l’Anagrafe di Brescia, che ha comunicato all’Ufficio esecuzioni del tribunale di Lecce che il 65enne era stato cancellato dall’ANPR proprio a causa della morte.
La comunicazione è stata acquisita anche dall’avvocato dell’imputato, Francesco Morena.
Il caso era nato nel febbraio 2022. Secondo l’accusa, il 65enne avrebbe pubblicato un falso annuncio per vendere una Ford Kuga, fingendosi un dipendente di una concessionaria di Alessandria.
Un cliente salentino, interessato all’auto, avrebbe versato 2.000 euro su una carta Postepay indicata dall’uomo come anticipo. Dopo il pagamento, però, l’auto non è mai stata consegnata.
Il cliente ha quindi presentato denuncia e il 65enne è finito sotto processo.
L’imputato non si era mai presentato alle udienze. Nel luglio 2023, il tribunale aveva così chiesto ai carabinieri di cercarlo a Brescia, dove viveva, e a Torino, città in cui era nato.
Il processo era stato poi rinviato al 21 novembre 2024. Ma l’uomo era già morto da oltre quattro mesi.
Nonostante questo, il procedimento è andato avanti fino alla sentenza del 23 maggio 2025. Il tribunale lo ha condannato a quattro mesi, prevedendo anche un risarcimento per il cliente che aveva denunciato la truffa.
Solo in seguito è emersa la verità sulla sua morte. La comunicazione dell’Anagrafe ha infatti confermato che il 65enne era deceduto nel luglio 2024.
Il risultato è una vicenda giudiziaria paradossale: un uomo è stato condannato quando era già morto da quasi un anno.
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