Macabra e drammatica scoperta nelle scorse ore a Torre Rinalda, marina di Lecce. Il cadavere di un uomo di 78 anni, Antimo Mazzotta, è stato rinvenuto all’interno di un pozzo situato nel giardino della sua proprietà rurale. Sulla tragica vicenda indagano a ritmo serrato i carabinieri, che ipotizzano il reato di omicidio. Un episodio gravissimo che riaccende l’attenzione sui fatti di sangue e di cronaca nera che scuotono il territorio salentino.
Il ritrovamento e i rilievi sul posto
L’allarme è scattato in seguito alla scomparsa dell’anziano proprietario del fondo. Sul luogo del ritrovamento sono prontamente intervenuti i vigili del fuoco: è stato il Nucleo sommozzatori a calarsi e a provvedere al complesso recupero del corpo. Le prime ispezioni effettuate dai militari dell’Arma hanno restituito elementi inquietanti. All’esterno del pozzo, la cui botola è stata trovata chiusa (ma non serrata a chiave, contrariamente a quanto trapelato in un primissimo momento), sono state rilevate evidenti tracce di trascinamento, affiancate dal ritrovamento di alcuni indumenti.
La prima ipotesi investigativa
Secondo una primissima e sommaria ricostruzione dei fatti, il delitto si sarebbe consumato all’interno dell’abitazione. L’ipotesi degli inquirenti è che il 78enne possa essere stato colpito a morte con un oggetto contundente; solo in un secondo momento il corpo sarebbe stato trascinato all’esterno e gettato nella cavità nel disperato tentativo di occultarlo. Sul posto, per eseguire i primi fondamentali accertamenti cadaverici, è intervenuto il medico legale Alberto Tortorella. Spetterà ora alle indagini scientifiche e all’autopsia chiarire l’esatta dinamica e l’orario del decesso per stringere il cerchio attorno al responsabile.
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