Stalking e minacce di morte, condanna a tre anni e sei mesi

Antonio D’Autilia, 40 anni, originario di Castrignano de’ Greci, ha patteggiato davanti al tribunale di Lecce una pena complessiva di tre anni e sei mesi. Secondo l’accusa, avrebbe ripreso a perseguitare una donna dal febbraio 2025, estendendo le minacce anche ai suoi familiari e amici attraverso Instagram.

Tre anni e sei mesi di reclusione per una vicenda di stalking, minacce di morte e diffamazione aggravata. È la pena patteggiata da Antonio D’Autilia, 40enne originario di Castrignano de’ Greci e residente in Svizzera.

La pena comprende anche gli episodi già contestati nel precedente procedimento, conclusosi nel novembre 2022 con un patteggiamento a due anni di reclusione con sospensione condizionale. Alla condanna precedente si sono aggiunti altri diciotto mesi.

Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Luigi Mastroniani, le condotte persecutorie sarebbero riprese nel febbraio 2025, nonostante il precedente procedimento giudiziario. I comportamenti contestati sarebbero proseguiti almeno fino al 5 agosto 2026, attraverso diversi profili Instagram riconducibili all’uomo o da lui utilizzati.

I messaggi sarebbero stati inviati prima dalla Svizzera e successivamente da Castrignano de’ Greci, con contenuti offensivi, intimidatori e denigratori. Nel mirino sarebbero finiti anche familiari e amici della donna.

Tra le frasi contestate figurerebbero minacce di morte, riferimenti all’uso di armi e alla mutilazione del corpo, oltre alla promessa di lasciare la testa della vittima davanti a una stazione di polizia. Alle comunicazioni si sarebbero aggiunti emoticon raffiguranti bare, immagini e video legati alla morte, compresi contenuti in cui una persona dal volto coperto mostrava delle armi.

Secondo l’accusa, D’Autilia avrebbe cercato di far percepire alla donna di essere costantemente osservata. Attraverso messaggi indirizzati anche a persone a lei vicine, avrebbe lasciato intendere di conoscere i suoi spostamenti e di poterla raggiungere a casa, sul posto di lavoro o negli altri luoghi frequentati, anche a Lecce.

Le minacce avrebbero generato un clima di ansia e paura che avrebbe costretto la vittima a cambiare le proprie abitudini e a limitare gli spostamenti. Le condotte contestate avrebbero coinvolto anche le persone a lei vicine, con riferimenti alla violenza e minacce estese persino alle forze dell’ordine.

L’uomo si trova attualmente detenuto nel carcere di Lecce.

Con il patteggiamento a tre anni e sei mesi si chiude così il nuovo passaggio giudiziario, che riunisce nella pena complessiva anche gli episodi già definiti con la precedente condanna.

Redazione

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