Omicidio di Racale, Filippo Manni a processo il 15 dicembre

La Corte d’assise di Lecce giudicherà il 23enne accusato di aver ucciso la madre Teresa Sommario nel giugno 2025.

Si aprirà il 15 dicembre davanti alla Corte d’assise di Lecce il processo a Filippo Manni, 23enne di Racale accusato dell’omicidio della madre Teresa Sommario, uccisa il 17 giugno 2025 nella loro abitazione con almeno cinque colpi di accetta.

La gup Giulia Proto ha respinto la richiesta della difesa di accedere al rito abbreviato, sollevando una questione di legittimità costituzionale. L’avvocato Rocco Alagna aveva chiesto di estendere al giovane, riconosciuto seminfermo di mente da una perizia, le tutele previste per i minorenni, ai quali non può essere inflitta la pena dell’ergastolo. Secondo il legale, lo stesso principio avrebbe dovuto valere per chi presenta una ridotta capacità di intendere e di volere. Con il rinvio a giudizio, Manni dovrà affrontare il processo ordinario, senza lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato.

Il delitto è avvenuto mentre la madre lavorava in smart working per Cnh. Durante l’udienza di convalida del fermo, il giovane ha raccontato di aver perso il controllo dopo una discussione, nata perché la donna non lo aveva salutato al suo rientro a casa. Ha dichiarato di aver afferrato un’accetta da boy scout e di ricordare poco dell’accaduto. Secondo la sua ricostruzione, la madre si sarebbe accasciata sul divano, dove lui avrebbe continuato a colpirla al collo e al volto, danneggiando anche il computer perché la donna continuava a parlare. Poco dopo, un passante lo ha notato in strada, a torso nudo e sudato. Le forze dell’ordine lo hanno quindi fermato e condotto in caserma.

Attualmente Manni si trova agli arresti domiciliari in una Crap, una comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica, dove è stato trasferito dopo il periodo trascorso in carcere per proseguire le cure. Parallelamente al processo, ha ottenuto l’accesso a un programma di giustizia riparativa, introdotto nell’ordinamento con la riforma Cartabia. Il percorso prevede incontri con il padre e i fratelli, con l’obiettivo di elaborare il lutto e valutare un possibile riavvicinamento familiare. Il processo dovrà ora accertare le sue responsabilità penali.

Redazione

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