L’allarme riguardo al rischio amianto nella zona di via Dalmazio Birago, a Lecce, sta preoccupando i residenti. Italia Nostra, nella sezione sud Salento, ha recentemente inviato una segnalazione al Comune di Lecce per evidenziare il pericolo che i cittadini corrono a causa della presenza di due capannoni abbandonati nelle vicinanze delle loro abitazioni. Secondo l’associazione, la copertura di questi edifici potrebbe essere composta da lastre in cemento-amianto, materiale altamente pericoloso per la salute umana.
Dalla documentazione in possesso dell’associazione, si evidenzia lo stato di grave degrado dei capannoni, che risultano essere abbandonati da tempo. Oltre alla possibile presenza di amianto, questa situazione di abbandono espone la zona a un rischio significativo per la sicurezza igienico-sanitaria. Le strutture si trovano a pochi passi da numerosi condomini, abitazioni private, e da importanti istituti come il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e l’Istituto professionale ‘Scarambone’.
L’associazione ha anche svolto una verifica catastale sugli edifici, scoprendo che i capannoni sono di proprietà di una società con sede a Bari. In passato, queste strutture erano utilizzate per la manifattura tabacchi, ma ora risultano inutilizzate e in condizioni di grave abbandono.
L’amianto: un rischio storico per il Salento
Nel Salento, l’amianto è stato utilizzato massicciamente nell’edilizia, soprattutto tra gli anni ’50 e ’70, sia nelle costruzioni rurali che in fabbricati industriali. Come ha spiegato Francesco Magnolo, dirigente del settore Ambiente del Comune di Lecce, il materiale veniva impiegato nelle masserie, nelle cisterne e nelle canaline per le acque piovane. Sebbene il cemento-amianto fosse una soluzione economica e resistente, la sua pericolosità è ben nota: quando il materiale si deteriora o viene danneggiato, le fibre di amianto vengono rilasciate nell’aria, aumentando il rischio di malattie gravi, tra cui il mesotelioma pleurico, una delle forme di cancro più aggressive.
Interventi di bonifica e la lotta contro l’amianto
Negli ultimi anni, sono stati avviati numerosi interventi di bonifica nell’area di Lecce per rimuovere l’amianto e ridurre i rischi sanitari per la popolazione. Ad esempio, lungo la Lecce-San Cataldo, sono stati bonificati ben sei capannoni contenenti ingenti quantità di amianto. Un altro importante intervento è stato realizzato in via Leuca, dove quattro capannoni sono stati demoliti nel 2024, portando alla rimozione di circa 50 tonnellate di eternit, smaltito in discariche fuori provincia.
Questi interventi fanno parte di una lunga battaglia contro l’amianto, un materiale che ha contaminato le città italiane per oltre un secolo. Il cemento-amianto, noto anche come eternit, è stato introdotto in Italia nel 1907 con l’apertura del primo stabilimento Eternit a Casale Monferrato. Da allora, il suo utilizzo è stato massiccio in vari settori, ma il rischio che comporta per la salute pubblica è ormai ampiamente riconosciuto, tanto che le autorità locali continuano a impegnarsi per bonificare le aree più a rischio.
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