Un patrimonio zootecnico e culturale di grande rilievo, che unisce la tradizione rurale alle nuove frontiere del turismo sostenibile e della pet therapy. In Puglia sono allevati ben 19.575 cavalli, una cifra consistente che testimonia l’impegno quotidiano degli allevatori e la crescente passione di residenti e turisti per le passeggiate all’aria aperta e il turismo equestre. A tracciare il bilancio è Coldiretti Puglia in occasione dell’appuntamento con Fieracavalli a Verona, elaborando i dati della Banca Dati Nazionale. Accanto ai cavalli, la regione conta 3.504 asini, 147 muli e 3 bardotti, per un totale di oltre 3.600 esemplari tra le altre specie equine, spesso coinvolti in percorsi didattici e di educazione alimentare per i più piccoli all’interno delle fattorie accreditate, inserendosi a pieno titolo tra le iniziative di valorizzazione del territorio e delle eccellenze locali.
Il boom dell’ippoturismo e i numeri a livello nazionale
Il settore sta vivendo una fase di forte vitalità, trainato anche dai dati nazionali che registrano quasi 12 milioni di italiani (+18% rispetto al passato recente) vicini al mondo del cavallo nell’ultimo anno, con una forte presenza di millennial, famiglie e sportivi. Si consolida inoltre uno zoccolo duro di 3,6 milioni di praticanti dediti a passeggiate, vacanze a cavallo e sport equestri. In Puglia, la rete ricettiva risponde con 51 agriturismi attrezzati per l’equitazione, offrendo esperienze che spaziano dalle lezioni sensoriali alla conoscenza delle razze. La forte attrattiva del comparto si sposa con i cammini di Campagna Amica e le ippovie, che permettono di esplorare borghi e aree rurali coniugando natura e svariate esperienze enogastronomiche.
La proposta di Coldiretti: tutelare i cavalli a fine carriera
Dal palcoscenico di Fieracavalli, l’organizzazione agricola ha rilanciato con forza una proposta normativa e fiscale cruciale: riconoscere la cura e il mantenimento dei cavalli tra le attività agricole connesse. L’obiettivo è dare certezze alle imprese che si occupano del ricovero, della custodia e della gestione degli equini — anche di terzi e dietro corrispettivo — garantendo tutele agli animali persino dopo la conclusione della loro carriera sportiva o lavorativa. «Il cavallo non può essere considerato una risorsa soltanto durante la sua carriera sportiva o quando viene impiegato in attività ricreative. Anche dopo il fine carriera ha bisogno di cure, alimentazione, ricoveri e assistenza quotidiana», spiega Coldiretti Puglia, sottolineando come le aziende agricole, forti di spazi e competenze, possano trasformare questa funzione in una nuova opportunità di diversificazione del reddito.
Agricoltura sociale, inclusione e welfare rurale
La filiera equina in Puglia, forte di circa 8.000 allevamenti registrati, rappresenta inoltre un pilastro per l’agricoltura sociale e l’inclusione. Attraverso l’ippoterapia e le attività assistite rivolte a ragazzi e adulti con disabilità, i cavalli diventano protagonisti di un nuovo modello di welfare rurale. Servizi terapeutici e di assistenza particolarmente preziosi nelle aree interne della regione, dove l’accesso ai servizi alla persona risulta spesso più complesso, confermando l’equiturismo e le fattorie didattiche come volani insostituibili per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
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