“Acqua e Zucchero”: Clio Evans e Lele Spedicato in scena al Paisiello per raccontare il diabete

Il 7 novembre il chitarrista dei Negramaro e l'autrice portano a Lecce un viaggio emotivo e visionario sul diabete di tipo 1, tra paure genitoriali, incubi surreali e ironia.

Il palcoscenico leccese si prepara ad accogliere una narrazione intensa e inedita su una patologia complessa e sulle sue implicazioni psicologiche e familiari. Sabato 7 novembre, alle ore 21:00, il Teatro Paisiello di Lecce ospiterà lo spettacolo “Acqua e Zucchero”, una produzione Alt Academy realizzata con il contributo della Regione Puglia. Protagonisti sul palco saranno l’autrice del testo Clio Evans e Lele Spedicato, celebre chitarrista dei Negramaro, che per l’occasione firma anche le musiche originali della pièce. L’opera, impreziosita dalla regia di Riccardo D’Alessandro e dalla supervisione artistica di Pino Strabioli, si inserisce nel panorama degli appuntamenti teatrali e culturali volti alla sensibilizzazione e all’impegno sociale.

Un viaggio emotivo tra la diagnosi e la vita quotidiana

Lo spettacolo si configura come una vera e propria esplorazione sull’immenso mare del diabete di tipo 1. La narrazione prende il via dalle paure, dal disorientamento e dalla progressiva presa di consapevolezza di una famiglia costretta a fare i conti con la diagnosi della malattia in un figlio in tenerissima età. La scena si concentra inizialmente sui genitori, immersi nel timore tipico del primo ritorno a casa dopo le dimissioni ospedaliere, affrontando momenti di forte tensione come il tempestivo intervento per un’ipoglicemia grave. A spezzare la tensione drammatica interviene la chiave ironica affidata alla tata di casa, originaria dello Sri Lanka e affetta da diabete di tipo 2, testimone del radicale cambiamento imposto da questa nuova condizione familiare.

L’incubo surreale e il percorso di consapevolezza

Nella seconda parte, il viaggio teatrale sfocia in una dimensione onirica e surreale, popolata da figure simboliche come “Bete” (il Diabete) e “Lina” (l’Insulina per gli amici). Le personificazioni incarnano il classico esempio di amore tossico e inevitabile: non possono vivere l’uno senza l’altro, eppure si detestano. Questo siparietto si rivela essere in realtà l’incubo della protagonista in preda a una crisi ipoglicemica, scandita dall’allarme sempre più incalzante del suo microinfusore medico. Nel finale emerge la voce della protagonista Marìka, che svela al pubblico il reale significato del convivere quotidianamente con la patologia, in un percorso emotivo che va dal profondo disagio iniziale al superamento dei limiti con un finale a sorpresa. Il progetto teatrale è sostenuto da Medtronic Italia Spa, azienda leader nelle tecnologie mediche, che ha scelto il linguaggio artistico per trasformare la fredda conoscenza scientifica in un’esperienza di concreta vicinanza ed empatia.

Redazione

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