Nuovi sviluppi giudiziari nell’inchiesta sulla cosiddetta “gang del bosco” di Galatina, il gruppo di giovani finito sotto indagine per una serie di aggressioni ai danni di un ragazzo, all’epoca minorenne e affetto da diabete. Gli accertamenti sui telefoni cellulari hanno fatto emergere nuove ipotesi di reato che coinvolgono due presunti componenti del gruppo, di 17 e 15 anni, e la stessa vittima dei pestaggi, oggi maggiorenne.
Tutti e tre sono indagati per pornografia minorile. Al 18enne vengono contestati anche la detenzione e la condivisione di materiale pedopornografico.
La vicenda è approdata in udienza preliminare, dove i tre ragazzi hanno manifestato la volontà di accedere alla messa alla prova. Il percorso avrà una durata diversa in base alle singole posizioni: sei mesi per i due minorenni e dieci mesi per il giovane che aveva subito le aggressioni.
Le nuove accuse sono emerse dall’analisi dei dispositivi sequestrati. Sul cellulare del 17enne sarebbero stati trovati cinque sticker pornografici realizzati con immagini di minorenni, mentre su quello del quindicenne ne sarebbero stati individuati altri tre dello stesso tipo.
Il materiale più consistente sarebbe stato invece recuperato dal telefono della stessa vittima delle aggressioni. Gli investigatori avrebbero individuato sette video pedopornografici, scaricati attraverso un social network e conservati in una cartella della memoria del dispositivo.
Gli accertamenti avrebbero inoltre ricostruito alcuni episodi di condivisione dei contenuti. In particolare, il 18enne avrebbe inviato uno sticker contenente materiale illecito in tre diverse conversazioni su WhatsApp. Gli invii risalirebbero al 21 gennaio, al 26 marzo e al 14 aprile 2025.
L’analisi dei telefoni ha quindi aperto un nuovo filone giudiziario, distinto da quello relativo alle presunte violenze subite dal ragazzo. La sua posizione risulta ora coinvolta in entrambe le vicende: da un lato come vittima delle aggressioni attribuite ai giovani del gruppo, dall’altro come indagato per la presunta detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Si tratta di contestazioni differenti, emerse nel corso delle indagini informatiche e ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Saranno i successivi passaggi processuali a chiarire le singole responsabilità, nel rispetto della presunzione di innocenza.
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