Un nuovo patto tra istituzioni e cittadinanza attiva prende forma in Puglia, grazie all’approvazione della legge regionale sul terzo settore, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. La normativa rappresenta un passo significativo verso la valorizzazione di associazioni, fondazioni e organizzazioni di volontariato, delineando un quadro organico e strutturato per la loro partecipazione alla vita pubblica.
Il provvedimento disciplina gli strumenti di collaborazione tra enti locali e realtà del terzo settore, includendo la co-programmazione, la co-progettazione e l’accreditamento. Al centro della legge c’è l’intento di rafforzare il ruolo della cittadinanza attiva nella costruzione delle politiche pubbliche, rendendo più efficaci i servizi rivolti alla collettività.
Un elemento innovativo è l’istituzione del Registro unico del terzo settore (Runts) a livello regionale, che consentirà un monitoraggio più puntuale e trasparente delle attività svolte, offrendo anche una mappatura aggiornata delle organizzazioni attive sul territorio. Inoltre, viene prevista l’adozione di linee guida per la gestione delle convenzioni e per l’utilizzo degli strumenti di collaborazione.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha definito la legge come una “pagina storica”, sottolineando che si tratta di un vero patto tra amministrazione pubblica e società civile, destinato a rendere le istituzioni più vicine ai bisogni reali delle persone. Secondo Emiliano, la norma pone al centro il principio di sussidiarietà, trasformandolo in pratica amministrativa attraverso procedure codificate e trasparenti.
Anche l’assessora al Welfare, Rosa Barone, ha evidenziato l’importanza della legge, frutto di un lungo lavoro di ascolto e confronto con il territorio. Il testo, infatti, è stato redatto dopo un’ampia consultazione con i rappresentanti del Forum del Terzo Settore, le organizzazioni civiche e gli enti locali, garantendo così una base condivisa e partecipata.
Il Forum del Terzo Settore della Puglia ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, definendo la legge uno strumento essenziale per garantire parità di condizioni e riconoscimento istituzionale alle realtà che operano nel sociale. Viene inoltre riconosciuta la necessità di consolidare il ruolo del terzo settore come partner strategico delle politiche pubbliche.
Questa legge, prima nel suo genere in ambito regionale dopo la riforma nazionale del terzo settore, rappresenta un modello normativo che potrebbe ispirare altre Regioni italiane, contribuendo a rafforzare l’identità e il valore pubblico del mondo non profit.
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