Evasione fiscale, irregolarità sul lavoro e frodi. Ma anche appalti ed utilizzo dei fondi pubblici. Sono le materie su cui si è concentrata particolarmente l’attività della guardia di finanza di Lecce nell’ultimo anno. In occasione del 252esimo anniversario della fondazione del corpo, le Fiamme gialle di Lecce hanno diffuso un dettagliato report dell’attività svolta nel corso del 2025 e nei primi mesi di quest’anno. Con quasi 9mila interventi e circa 800 indagini.
In questo periodo sono stati scoperti 124 evasori totali. Ed i controlli sulle aziende hanno consentito di verificare la presenza di 621 lavoratori in nero o irregolari. E questo a tutela della sicurezza, ma anche per evitare la concorrenza sleale da parte delle imprese che non rispettano le regole. Effettuate anche 3mila verifiche per il rilascio della normativa antimafia. Nel contrasto all’evasione, sequestrati valori per 10 milioni di euro e denunciate 181 persone. Contestati crediti di imposta inesistenti per 6,7 milioni. La Puglia, secondo una stima su dati dell’Agenzia delle entrate, risulta la seconda regione in Italia per percentuale di evasione rispetto al valore aggiunto prodotto.
Grande attenzioni all’utilizzo di fondi pubblici, nelle varie forme. In tutto effettuati 758 interventi. Di cui circa 200 sulla verifica del credito di imposta e contributo del Pnrr, per appalti di un valore complessivo di 14 milioni.
Accertate frodi per oltre 20 milioni di euro. Sono stati monitorati appalti per oltre 23 milioni e concessione di lavori per 13 milioni e mezzo. Le indagini hanno portato all’arresto di 15 persone e alla denuncia di 41 soggetti.
Denunciate 65 persone a seguito di indagini su attività di riciclaggio.
Attività criminali nel settore digitale hanno portato a svolgere 221 interventi, mentre 5 persone sono state denunciate per attività finanziarie abusive.
Per la tutela dei consumatori, effettuati 571 controlli, con 169 persone denunciate e sequestri di prodotti taroccati o oggetto di frodi alimentari. Prodotti per che, oltre all’illecito guadagno di chi metteva in atto le truffe, in alcuni casi potevano rappresentare dei rischi per i consumatori.
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