Si fingeva un medico specialista per raggirare le sue vittime e spingerle a compiere atti intimi in videochiamata. Con queste pesanti accuse, il gup del Tribunale di Lecce, Luca Scuzzarella, ha disposto il rinvio a giudizio per Salvatore Sisto Urgo, 44enne originario di Torre Annunziata e residente nella provincia di Matera.
L’uomo dovrà affrontare un processo per rispondere di tentata violenza sessuale, acquisizione fraudolenta di dati personali e usurpazione di funzioni pubbliche. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra luglio e ottobre del 2021.
Il finto specialista e la trappola virtuale
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il quarantaquattrenne era riuscito a entrare illecitamente in possesso degli esami clinici delle vittime. Sfruttando questi dati sensibili, in un’epoca in cui le insidie della rete e le frodi digitali colpiscono sempre più frequentemente cittadini ignari, l’uomo contattava telefonicamente le donne spacciandosi per un ginecologo.
Con il pretesto di dover effettuare ulteriori e urgenti accertamenti medici, il finto professionista riusciva a convincere le pazienti a posizionarsi davanti alla webcam del computer, inducendole a compiere atti di autoerotismo mascherati da una visita telematica a distanza.
L’allarme lanciato da una studentessa leccese
Nella rete dell’imputato sarebbero cadute diciotto donne, con un’età compresa tra i 20 e i 40 anni. La stragrande maggioranza di loro, ben sedici, è residente nei comuni del Salento. A mettere fine alla spirale di abusi e a dare il via alle indagini è stato il coraggio di una studentessa leccese di 24 anni: la giovane, intuendo la natura torbida e anomala delle richieste, ha sporto denuncia alle forze dell’ordine, permettendo così di scoperchiare il raggiro.
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