La Regione ha recentemente attivato i Buoni educativi per i minori da zero a tre anni per l’anno scolastico 2026-2027, una misura fondamentale per l’accesso ai servizi educativi accreditati. Tuttavia, l’avviso pubblico regionale ha previsto la copertura del solo 80% dei posti disponibili. Per far fronte alla restante quota, Palazzo Carafa ha deciso di intervenire attingendo alle proprie casse, rafforzando così le politiche di sostegno al reddito e alla genitorialità attive sul territorio.
Il salvataggio di 120 famiglie e dei posti di lavoro
«L’amministrazione comunale di Lecce è intervenuta con risorse proprie per coprire il 20 per cento di posti che la Regione non ha inteso finanziare per l’anno scolastico 2026/2027», fa sapere l’assessore alla Pubblica istruzione, Luciano Battista. «Senza questo intervento, la maggior parte delle circa 120 famiglie alle quali non erano stati riconosciuti i buoni servizio si sarebbe trovata davanti a una scelta difficile: sostenere una retta intera di circa 800 euro oppure rinunciare al servizio. Una situazione che non avrebbe riguardato soltanto le famiglie. La riduzione delle iscrizioni avrebbe potuto produrre, a cascata, conseguenze anche sull’occupazione: educatori, ausiliari e altre figure professionali legate ai servizi per l’infanzia. Per le strutture più piccole, il rischio avrebbe potuto essere addirittura quello della chiusura. Ecco perché il sostegno ai servizi per l’infanzia non può essere considerato una questione secondaria».
Dalle parole ai fatti: tutelare i servizi essenziali
L’assessore ribadisce l’importanza dell’azione intrapresa: «Da una parte si parla giustamente di sostenere le famiglie, di favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro e di incentivare la natalità; dall’altra, però, quando vengono meno le risorse per servizi essenziali come gli asili nido, quelle stesse politiche rischiano di rimanere soltanto sulla carta. Sostenere concretamente le famiglie significa anche garantire loro servizi accessibili e sostenibili. L’intervento dell’Amministrazione va esattamente in questa direzione: evitare che il costo del servizio ricada interamente sulle famiglie e, allo stesso tempo, tutelare un sistema che garantisce servizi educativi e posti di lavoro».
«In qualità di assessore alla Pubblica istruzione – aggiunge Battista – sono soddisfatto del risultato raggiunto insieme al sindaco e alla Giunta. In un momento particolarmente difficile per le risorse dell’amministrazione comunale, abbiamo scelto di compiere uno sforzo importante per garantire la continuità del servizio e, soprattutto, per tutelare i bambini, le famiglie e i lavoratori. Credo che questo sia il senso concreto del nostro impegno: cercare soluzioni e mettere in campo tutte le risorse possibili quando sono in gioco servizi così importanti per la comunità».
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