Dalle richieste di qualche centinaio di euro tra amici alle presunte aggressioni per ottenere altro denaro. È la vicenda che vede coinvolto Roberto Costa, 38 anni, di Nardò, rinviato a giudizio dal gup Angelo Zizzari con le accuse di estorsione e tentata estorsione.
Il processo si celebrerà con rito ordinario davanti al Tribunale di Lecce. Contestata anche l’aggravante di aver approfittato, secondo l’accusa, delle condizioni di particolare vulnerabilità della persona offesa, invalida civile al 74 per cento.
La decisione è arrivata dopo la richiesta del pubblico ministero d’udienza Alessandro Prontera, nell’ambito delle indagini coordinate dalla sostituta procuratrice Donatina Buffelli. Costa sarà assistito dall’avvocata Anna Inguscio.
Secondo la ricostruzione accusatoria, tutto sarebbe iniziato con richieste di piccole somme, generalmente tra 100 e 200 euro, per un totale di circa 600 euro. Costa avrebbe spiegato di avere difficoltà economiche e di dover sostenere anche spese legali mentre si trovava agli arresti domiciliari.
Con il tempo, però, quelle richieste si sarebbero trasformate in pretese sostenute da minacce e violenza fisica.
Il primo episodio contestato risale all’ottobre 2025. In una piazza di Nardò, nei pressi di un bar, Costa avrebbe colpito la persona offesa con uno schiaffo al volto. L’uomo avrebbe poi cercato di allontanarsi, ma sarebbe stato seguito e nuovamente colpito. Per timore di ulteriori aggressioni, avrebbe infine consegnato 50 euro.
Un mese dopo, nel giorno del compleanno della persona offesa, il 38enne si sarebbe presentato sotto casa, convincendola a uscire con il pretesto di un incontro con un conoscente.
Dopo essere stati in alcuni locali, i due si sarebbero allontanati a tarda sera. Secondo l’accusa, Costa avrebbe nuovamente colpito l’uomo con due schiaffi, chiedendogli 170 euro e sostenendo di non voler rinunciare fino a quando non avesse ricevuto il denaro.
La persona offesa sarebbe stata seguita fino a casa, dove avrebbe consegnato i 100 euro che aveva con sé e altri 25 euro richiesti alla madre.
Il terzo episodio sarebbe avvenuto il 13 novembre 2025. Costa sarebbe tornato davanti all’abitazione dell’uomo, invitandolo a uscire con la scusa che fuori ci fosse il padre per salutarlo.
Una volta all’esterno, gli avrebbe chiesto 70 euro. La persona offesa avrebbe detto di dover rientrare per chiedere i soldi alla madre, ma, una volta dentro casa, avrebbe chiuso la porta e chiamato il 112.
Ora la vicenda passerà al vaglio del Tribunale di Lecce. Nel corso del dibattimento, Costa avrà la possibilità di contestare le accuse e fornire la propria versione dei fatti.
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