Altre latitudini, a Lecce tre anteprime tra teatro, danza e memoria

Alle Manifatture Knos prosegue la quarta edizione della rassegna organizzata da Principio Attivo Teatro. Il cartellone propone tre nuovi spettacoli dedicati alla perdita, alla giustizia e alle migrazioni, affiancati da laboratori teatrali per adulti e bambini

La quarta edizione di Altre Latitudini, la rassegna organizzata da Principio Attivo Teatro, prosegue alle Manifatture Knos di Lecce con tre appuntamenti dedicati al teatro contemporaneo e ai grandi temi dell’esperienza umana. Tra novembre e dicembre, il pubblico potrà assistere a spettacoli che affrontano il dolore della perdita, gli abusi di potere e il fenomeno delle migrazioni, attraverso linguaggi che intrecciano teatro, danza, musica e narrazione.

Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 8 novembre alle ore 19, con l’anteprima di Diario di una perdita, spettacolo di teatro e danza ispirato al saggio La luce delle stelle morte dello psicoanalista e scrittore Massimo Recalcati.

In scena Antonella Albanese, con il movimento scenico e le azioni, e Riccardo Lanzarone, che firma regia e drammaturgia. Le scene e le luci sono curate da Andrea Romanazzi.

La performance esplora il legame che continua a unire le persone anche dopo la loro scomparsa. Proprio come la luce delle stelle morte continua a raggiungerci, così i ricordi e le esperienze affettive restano presenti nella memoria e nel corpo di chi rimane.

Attraverso il linguaggio fisico della danza, i due interpreti raccontano il confronto con l’assenza e la difficoltà di comunicare, cercando nuove possibilità di incontro e vicinanza dopo il dolore.

Lo spettacolo è prodotto da Esenco Dance Movement, con il sostegno di Trac – Centro di residenza pugliese, Factory Compagnia Transadriatica e Residenze Artistiche con TerramMare Teatro.

Domenica 29 novembre, sempre alle ore 19, sarà la volta di 8 minuti e 46 secondi, produzione del Centro Teatrale Aperto Io Ci Provo, con Giuseppe Semeraro e Paola Leone, che firma anche la regia. La visual art e le fotografie sono di Alessia Rollo.

Ispirato al romanzo Storia di un oblio di Laurent Mauvignier, lo spettacolo intreccia letteratura, antropologia e cronaca per affrontare il tema della violenza e degli abusi di potere.

Al centro della rappresentazione si sviluppa il dialogo mai avvenuto tra un fratello e una sorella. Il respiro scandisce una performance che richiama, attraverso il titolo, gli ultimi istanti di vita di una persona.

Le vicende di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, George Floyd e Abderrahim Fakir diventano il punto di partenza per interrogarsi sui meccanismi del capro espiatorio, sulle responsabilità istituzionali e sul rapporto tra giustizia e dignità umana.

Senza spettacolarizzare il dolore, la messinscena affida il racconto alla relazione tra gli interpreti e alle immagini proiettate, dando spazio a una riflessione sulle persone dimenticate dai sistemi di potere.

La rassegna si concluderà domenica 6 dicembre alle ore 19 con l’anteprima di Unouno. La cantata dell’eroe, scritto e interpretato da Ippolito Chiarello, con Bruno Galeone alla fisarmonica.

Tra musica, poesia e narrazione prende forma una moderna Odissea, guidata da un direttore d’orchestra di una banda di paese che accompagna il pubblico in un viaggio fatto di memoria, incontri e ricerca di un futuro possibile.

Lo spettacolo si ispira alla storia vera di Mohammed Ibrahim Ali, partito dal Sudan a tredici anni e arrivato in Italia dieci anni dopo, dopo aver subito torture che lo hanno reso cieco.

La sua vicenda diventa il simbolo di tante esperienze di migrazione, segnate da difficoltà, sofferenze e speranze. La rappresentazione si trasforma così in un omaggio a chi non è riuscito a sopravvivere al viaggio e a chi ha trovato la forza di ricominciare, con un invito a riconoscere nell’altro una storia umana che potrebbe appartenere a chiunque.

La produzione è di Nasca Teatri di Terra ETS, con il sostegno di GUS – Gruppo Umana Solidarietà, TRAC Residenze teatrali Puglia e Campsirago Residenza. Scene e oggetti sono di Egle Calò, i costumi di Lilian Indraccolo e le luci di Marco Oliani.

Accanto agli spettacoli, Altre Latitudini propone due percorsi di formazione teatrale, ospitati alle Manifatture Knos fino a giugno.

Sacro, condotto da Silvia Lodi, è un laboratorio esperienziale rivolto agli adulti, sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta al teatro sia a chi vuole approfondire il proprio percorso artistico.

Senza confini, a cura di Cristina Mileti, è invece dedicato a bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e combina teatro, lettura ad alta voce e movimento.

La rassegna è ideata e organizzata da Principio Attivo Teatro, con la direzione organizzativa di Raffaella Romano e Adamo Toma, in collaborazione con Manifatture Knos e con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, nell’ambito del POC 2021-2027.

Informazioni e prenotazioni

Tutti gli spettacoli si svolgeranno alle Manifatture Knos, in via Vecchia Frigole 36 a Lecce, con inizio alle ore 19.

Redazione

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