Tragedia sul lavoro a Casarano: operaio di 59 anni muore travolto da un cancello scorrevole

L'incidente fatale questa mattina: ha perso la vita Bashkim Rushani, impegnato nel rifacimento di alcuni pilastri. La rabbia della Cgil: "Siamo di fronte a un'emergenza quotidiana, è la nona vittima nel Leccese".

Il dramma si è consumato questa mattina a Casarano, segnando una nuova e terribile pagina nera. Bashkim Rushani, lavoratore di 59 anni, ha perso la vita in un gravissimo incidente sul lavoro: l’uomo è morto dopo essere stato travolto e schiacciato da un cancello scorrevole mentre era impegnato nel rifacimento di alcuni pilastri. Una tragedia improvvisa e fatale, che allunga una scia di sangue inaccettabile e riaccende prepotentemente i riflettori sull’emergenza legata alla sicurezza e agli infortuni nei luoghi di lavoro salentini.

Il cordoglio e la rabbia della Cgil

La reazione e lo sgomento delle parti sociali non si sono fatti attendere. Tommaso Moscara, segretario generale della Cgil Lecce, ha affidato a una nota ufficiale il cordoglio dell’organizzazione: «Il mondo del lavoro salentino piange la nona vittima nel 2026. Esprimiamo vicinanza ai familiari, ai collaboratori e agli amici di Bashkim e sgomento per l’ennesima morte che siamo costretti a registrare sul nostro territorio. Siamo di fronte ad un’emergenza quotidiana: negli ultimi giorni solo il caso ha evitato conseguenze fatali in altri gravi infortuni accaduti a Maglie, Porto Cesareo e Galatone».

I numeri del dramma: 14 denunce al giorno

A rendere ancora più cruda la realtà sono i recenti dati Inail elaborati dal sindacato: nei primi nove mesi del 2026 si contano ben 3.589 infortuni denunciati nella sola provincia di Lecce, con una media allarmante di quasi 14 denunce al giorno. Al 30 settembre gli infortuni mortali accertati erano otto, a cui oggi si aggiunge il dramma di Casarano. «Il bilancio è nefasto», viene sottolineato in merito a queste cifre, evidenziando che negli ultimi dieci anni nel Salento sono caduti 149 lavoratori (818 in tutta la Puglia), che diventano addirittura 252 considerando i dati a partire dal 2010. «C’è un grande lavoro da fare dal punto di vista culturale e sociale – conclude categoricamente Moscara nella sua dichiarazione –. Occorre che le norme di sicurezza e la tutela della salute diventino bagaglio di responsabilità e competenza di ogni azienda, di ciascun lavoratore, perché morire di lavoro è inaccettabile».

Redazione

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