Sospensione immediata dell’attività ricettiva e divieto di utilizzo degli alloggi. È quanto disposto dalla sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone attraverso un’ordinanza emessa dopo gli accertamenti condotti dal Dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce, che hanno rilevato alcune criticità nella qualità dell’acqua dell’impianto interno di un villaggio turistico.
Il provvedimento riguarda la struttura situata in via dei Crostacei, gestita dalla società FV Gestioni srl, e interessa l’intera rete di approvvigionamento idrico del complesso. L’impianto serve 182 unità abitative, sei camere riservate al personale e 92 alloggi in multiproprietà.
L’ordinanza prevede anche la sospensione dell’erogazione dell’acqua destinata al consumo umano e, qualora presenti, l’allontanamento degli ospiti ancora presenti nella struttura.
I controlli della Asl e i parametri fuori norma
Alla base del provvedimento ci sono gli accertamenti avviati dopo un sopralluogo effettuato il 5 agosto dal Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale. Gli esiti delle verifiche sono stati successivamente comunicati al Comune di Lecce con una nota del 18 settembre.
Le analisi di laboratorio hanno evidenziato valori superiori ai limiti stabiliti dalla normativa per cinque parametri: conducibilità, cloruro, sodio, Ampa e antiparassitari totali.
Tra le sostanze rilevate con concentrazioni oltre la soglia prevista figurano in particolare l’Ampa, un composto derivante dalla degradazione del glifosato, e gli antiparassitari complessivamente considerati. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, tali anomalie rappresenterebbero un elemento di rischio per la salute pubblica.
Sulla base delle valutazioni tecniche trasmesse dalla Asl, l’acqua distribuita attraverso l’impianto interno del villaggio non può essere utilizzata come acqua potabile fino al ripristino dei requisiti previsti dalla legge. Nel documento vengono inoltre segnalate criticità di carattere igienico-sanitario e strutturale.
Gli accertamenti, precisano le autorità, riguardano esclusivamente la rete idrica interna della struttura ricettiva e non interessano né la qualità delle acque marine della zona né il servizio idrico generale della località.
Tempi degli accertamenti e verifiche in corso
Secondo quanto emerso dalle interlocuzioni con il Dipartimento di prevenzione, le analisi affidate ad Arpa per la ricerca di specifiche sostanze possono richiedere tempi tecnici più lunghi rispetto ad altri controlli. Questo aspetto potrebbe spiegare l’intervallo di oltre quaranta giorni tra il sopralluogo effettuato ad agosto e la comunicazione ufficiale degli esiti.
Gli interventi necessari per la riapertura
Per poter tornare alla normale attività, la società responsabile della gestione del villaggio dovrà procedere con una serie di verifiche e interventi. Tra gli obblighi indicati nell’ordinanza figurano il controllo tecnico dell’impianto idrico, l’individuazione delle cause che hanno determinato le irregolarità e l’esecuzione delle operazioni di bonifica e sanificazione necessarie.
La riapertura sarà possibile soltanto dopo la presentazione agli enti competenti delle analisi che certifichino il ritorno dell’acqua ai parametri di potabilità previsti dalla normativa.
La sospensione dell’attività e il divieto di utilizzo degli alloggi resteranno in vigore fino alla verifica ufficiale del ripristino delle condizioni sanitarie richieste e alla successiva eventuale revoca dell’ordinanza da parte del Comune.
La società che gestisce il complesso, contattata per ottenere una posizione sulla vicenda, non ha fornito al momento dichiarazioni.
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