Due anni di reclusione per aver aggredito e minacciato di morte un’amica della moglie. È la condanna inflitta a un 48enne di Racale, al termine del processo celebrato con rito abbreviato davanti al gup Angelo Zizzari.
La vicenda risale al giorno successivo al matrimonio dell’uomo. La vittima, una donna di 52 anni, si era presentata a casa della coppia per consegnare una busta con un regalo in denaro e chiarire il contenuto di un messaggio offensivo ricevuto dal marito della sua amica.
La donna aveva inizialmente confermato la propria presenza alle nozze, ma alcuni problemi di salute le avevano impedito di partecipare alla cerimonia. Aveva quindi avvisato la sposa, assicurandole che sarebbe passata il giorno seguente per fare gli auguri agli sposi.
La comunicazione avrebbe provocato la reazione del marito, che le avrebbe inviato un messaggio offensivo. La 52enne aveva scelto di non rispondere, decidendo di affrontare la questione direttamente durante la visita.
Una volta arrivata nell’abitazione, però, sarebbe stata accolta dall’uomo con insulti e violenza. Il 48enne sarebbe sceso impugnando una mazza da baseball e l’avrebbe colpita con una testata al volto, all’altezza del naso e dell’occhio sinistro.
Durante l’aggressione avrebbe pronunciato ripetute minacce di morte, tra cui: «Ti uccido oggi, ti uccido».
La violenza sarebbe proseguita con pugni su diverse parti del corpo, strattoni ai capelli e colpi di mazza da baseball, anche alla testa. Nonostante i tentativi della donna di difendersi, l’uomo avrebbe continuato a picchiarla.
A interrompere l’aggressione sarebbe stata un’amica, intervenuta per aiutare la vittima. Prima di allontanarsi e rientrare in casa, il 48enne avrebbe rivolto minacce anche a lei, pronunciando frasi intimidatorie come: «A Racale comando io».
Poco dopo sono arrivati i carabinieri. La 52enne, a causa delle lesioni e dei forti dolori, è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Gallipoli, dove i medici le hanno assegnato una prognosi di 30 giorni.
Anche la donna intervenuta per fermare l’aggressione ha avuto bisogno di cure mediche, riportando lesioni con una prognosi di 10 giorni. Ha inoltre presentato denuncia per le ripetute minacce di morte ricevute.
Entrambe le donne si sono costituite parte civile nel procedimento, assistite dagli avvocati Francesco Martinese e Federic Martella. L’imputato era difeso dall’avvocato Roberto D’Ippolito.
Al termine del giudizio con rito abbreviato, il gup Angelo Zizzari ha condannato il 48enne di Racale a due anni di reclusione per la vicenda.
L’episodio, nato da un messaggio offensivo e dalla successiva visita della donna per consegnare il regalo agli sposi, si è concluso con il ricorso alle cure mediche per entrambe le persone coinvolte e con l’intervento delle forze dell’ordine.
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