La gestione dell’acqua deve diventare una priorità stabile delle politiche regionali. In Puglia, la disponibilità della risorsa idrica e i costi dell’irrigazione rappresentano due questioni strettamente legate, soprattutto per le imprese agricole, già alle prese con l’aumento delle spese di produzione e l’incertezza dei redditi.
A lanciare l’appello è Coldiretti Puglia, che, sulla base dei dati dell’Osservatorio ANBI delle risorse idriche, sottolinea la necessità di superare la logica delle emergenze stagionali attraverso una programmazione capace di garantire maggiore sicurezza idrica al territorio.
Le rilevazioni aggiornate al 6 ottobre mostrano una disponibilità d’acqua negli invasi della provincia di Foggia superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un miglioramento importante, al quale contribuisce soprattutto la diga di Occhito, ma che non basta a considerare superata la criticità.
Le riserve disponibili restano infatti inferiori alla capacità complessiva dei bacini e richiedono una gestione attenta, anche in considerazione delle esigenze agricole e dei prelievi in corso.
Per Coldiretti Puglia, è necessario investire per aumentare la capacità di accumulo, recuperare efficienza nelle reti e realizzare infrastrutture in grado di conservare l’acqua quando è disponibile, così da renderla utilizzabile nei periodi di maggiore necessità.
Accanto alla disponibilità della risorsa, resta centrale il tema delle tariffe irrigue. Per le aziende agricole, infatti, poter contare sull’acqua non significa necessariamente riuscire a utilizzarla, soprattutto quando i costi diventano difficili da sostenere.
Coldiretti Puglia chiede tariffe trasparenti ed economicamente accessibili, regole certe e il superamento dei conguagli imprevisti relativi a spese già contrattualizzate. Non è sostenibile, secondo l’organizzazione, trasferire sulle imprese il peso delle inefficienze infrastrutturali, delle perdite di rete e delle difficoltà nella gestione dei servizi.
L’acqua è un fattore produttivo essenziale e deve essere accessibile a condizioni compatibili con la sostenibilità economica delle aziende agricole. Garantire un approvvigionamento regolare significa tutelare le produzioni, il reddito degli agricoltori e l’occupazione.
La situazione pugliese si inserisce in un contesto climatico caratterizzato dall’alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni intense concentrate in poche ore. Fenomeni che rendono sempre più complessa la gestione delle risorse idriche e mettono sotto pressione il comparto agricolo.
Come evidenzia Coldiretti Puglia, l’acqua che arriva durante le piogge intense rischia di andare perduta se mancano sistemi adeguati per raccoglierla, conservarla e distribuirla. Allo stesso modo, una maggiore disponibilità negli invasi non garantisce benefici concreti se i costi irrigui impediscono alle imprese di utilizzarla.
La risposta deve quindi passare attraverso investimenti mirati, manutenzione delle infrastrutture e un’organizzazione più efficiente dei servizi idrici. L’obiettivo è ridurre le perdite, migliorare la capacità di accumulo e rendere il sistema più resiliente agli effetti del cambiamento climatico.
Acqua al centro delle politiche regionali
Coldiretti Puglia chiede una strategia pluriennale, con interventi concreti e tempi certi, capace di affrontare insieme la disponibilità della risorsa e la sostenibilità dei costi per le imprese.
In una regione in cui l’agricoltura dipende in larga misura dalla continuità irrigua, la sicurezza idrica rappresenta una condizione fondamentale per difendere la capacità produttiva del territorio.
La sfida non consiste soltanto nell’accumulare più acqua, ma nel renderla disponibile quando serve, attraverso infrastrutture efficienti e tariffe sostenibili. Una pianificazione di lungo periodo è quindi indispensabile per evitare che ogni stagione siccitosa si trasformi in una nuova emergenza per le aziende agricole pugliesi.
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