Nuovo colpo sventato ai danni degli anziani nel Salento. A Lequile, Paolo Romano (58 anni) e Giuseppe Morrone (30 anni), entrambi tarantini e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati per aver truffato una donna di 86 anni.
L’inganno al telefono
Il raggiro è scattato mercoledì sera con una telefonata. Un finto carabiniere ha contattato la pensionata, allarmandola con una falsa notizia: “Suo figlio è stato arrestato”. Sfruttando il panico della donna, i malviventi l’hanno stordita di parole, convincendola che l’unico modo per aiutare il figlio fosse consegnare gioielli e preziosi a dei colleghi che da lì a poco si sarebbero presentati a casa sua.
L’intervento del nipote e la fuga
A mandare all’aria il piano è stato l’intuito del nipote di 32 anni. Notando un’auto sospetta parcheggiata sotto casa della nonna, il giovane è entrato nell’abitazione, sorprendendo i due uomini e mettendo a segno un’immediata reazione. I truffatori sono riusciti a fuggire a mani vuote solo in parte, portando via monili per qualche centinaio di euro.
La cattura in tangenziale
Il nipote ha subito chiamato il 112 fornendo i dettagli del veicolo. I carabinieri della Sezione Radiomobile di Lecce hanno intercettato i due in fuga lungo la tangenziale, all’altezza dello svincolo per Surbo. I malviventi sono stati bloccati e condotti nel carcere di Lecce. L’intera refurtiva è stata recuperata e subito restituita alla donna.
Un appello alla prudenza
L’episodio riporta l’attenzione su una piaga purtroppo diffusa. Si ricorda che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiederà mai denaro o gioielli per evitare conseguenze penali a un familiare. In caso di telefonate sospette, è fondamentale riagganciare e chiamare immediatamente il 112.
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.