Porti e coste, dalla Regione 38 milioni: a Lecce 25 milioni per la nuova darsena di San Cataldo

Firmati i disciplinari per tre grandi interventi finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione[cite: 1]. Nove milioni destinati alla messa in sicurezza e al potenziamento del porto di Gallipoli[cite: 1].

Il mare torna al centro delle politiche di sviluppo regionali, non solo come attrazione turistica ma come vera e propria infrastruttura economica e sociale. Nelle scorse ore, presso la sede della Regione Puglia, sono stati sottoscritti i disciplinari con i Comuni di Lecce, Gallipoli e Zapponeta per un imponente pacchetto di investimenti sulle coste. Sul piatto ci sono oltre 38 milioni di euro, risorse provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021–2027, destinati allo sviluppo della portualità turistica, al miglioramento delle aree per la pesca e al contrasto della preoccupante erosione costiera, tema strettamente legato alla salvaguardia e valorizzazione del litorale salentino.

San Cataldo: 25 milioni per il nuovo porto turistico

L’investimento più corposo riguarderà il capoluogo leccese. Ben 25 milioni di euro saranno destinati al completamento della darsena di San Cataldo. Il progetto prevede la realizzazione di nuove opere a mare e banchine portuali per migliorare l’accessibilità nautica, la sicurezza degli approdi e la capacità di accoglienza per le imbarcazioni da diporto. Un intervento moderno che punta sulla sostenibilità ambientale, avvalendosi della collaborazione scientifica dell’Università del Salento (tramite il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione e il laboratorio EUMER) per lo studio delle dinamiche costiere e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.

I 25 milioni finanzieranno le infrastrutture a mare, mentre le opere a terra e la futura gestione saranno definite in seguito. «San Cataldo può diventare una nuova porta marittima di Lecce e un’occasione per diversificare la nostra economia turistica – ha sottolineato la sindaca Adriana Poli Bortone –. Vogliamo costruire un rapporto più forte tra la città e il suo litorale, valorizzando il mare non soltanto come luogo di balneazione, ma anche come opportunità di sviluppo, lavoro e servizi come, peraltro, prefiguriamo nella visione del nostro Piano urbanistico generale».

Oltre 9 milioni per l’hub portuale di Gallipoli

Il secondo maxi-intervento nel Salento riguarda la “Città Bella”. A Gallipoli arriveranno 9 milioni e 200 mila euro per un sistema articolato di lavori che toccheranno il porto commerciale, il porto Canneto e il porticciolo San Giorgio. Nel porto commerciale sarà prolungata di circa 100 metri la banchina “Fitto” tramite un pontile a briccole, con l’aggiunta di un impianto antincendio fisso e un sistema di gestione delle acque meteoriche. Sulla banchina “Carlo e Niccolò Coppola” verranno potenziati i servizi per i pescatori, ampliando il punto di sbarco del pescato e realizzando nuovi accosti.

Interventi radicali anche per il porto Canneto (messa in sicurezza degli scali di alaggio, adeguamento dei depositi dei pescatori, collegamenti idrici ed elettrici e una nuova banchina) e per il porticciolo San Giorgio, dove si opererà su illuminazione e segnaletica. «Questo investimento avviato dal mio predecessore e per noi importantissimo perché riguarda prima di tutto il lavoro quotidiano di pescatori, marittimi e operatori portuali – ha evidenziato il sindaco Flavio Fasano –: migliorare le banchine, gli approdi, gli impianti e i servizi significa rendere più sicure le attività e offrire condizioni migliori alle nostre imprese. Allo stesso tempo, una maggiore funzionalità del porto può aprire ulteriori opportunità per la nautica e per l’economia turistica».

Le dichiarazioni della Regione

A fare da collante ai progetti è stato l’assessore regionale alle Infrastrutture e al Demanio, Raffaele Piemontese: «Il mare non è soltanto una straordinaria risorsa paesaggistica e turistica: è un’infrastruttura economica e sociale, attorno alla quale vivono e lavorano migliaia di persone. A Lecce investiamo per creare nuove opportunità, a Gallipoli per rendere più sicuro ed efficiente un sistema portuale che sostiene attività economiche consolidate e attività da sviluppare, a Zapponeta per proteggere un territorio dall’erosione e salvaguardare una risorsa dalla quale dipendono attività produttive e qualità della vita».

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