La Giunta regionale ha approvato in via definitiva il nuovo Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (PRQA). Si tratta di uno strumento strategico di pianificazione a lungo termine nato per tutelare la salute pubblica, proteggere l’ambiente e abbattere le emissioni climalteranti. Il documento si integra saldamente con la strategia energetica pugliese, rappresentando un passaggio fondamentale per promuovere lo sviluppo sostenibile e contrastare attivamente i cambiamenti climatici sul territorio.
Le parole dell’assessore Ciliento e il ruolo di Arpa
“Il Piano per la Qualità dell’Aria si propone come una guida per le politiche regionali verso un futuro più sano, sostenibile e in linea con gli obiettivi europei di tutela dell’ambiente e del clima – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Debora Ciliento –. Con questo documento si vuole garantire il mantenimento e il miglioramento della qualità dell’aria con interventi trasversali in diversi ambiti della vita economica e quotidiana: energia, mobilità, ambito urbano, attività produttive, traffico navale e aereo, agricoltura ed educazione ambientale. Obiettivo finale è raggiungere i livelli sfidanti imposti dalla nuova Direttiva in vigore dal 2030”.
Nella stesura e nel monitoraggio del Piano, un ruolo di primissimo piano è affidato ad Arpa Puglia. Alla rete dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale è stato infatti destinato un finanziamento di oltre 2,6 milioni di euro per l’adeguamento delle centraline di monitoraggio e l’aggiornamento dell’inventario delle emissioni in atmosfera.
Le misure principali: dai trasporti alle vecchie caldaie
Il nuovo documento si articola su diversi settori chiave per centrare i macro-obiettivi fissati al 2028 e al 2030. Nel settore dell’energia civile, il piano stabilisce l’eliminazione graduale della produzione elettrica da carbone e petrolio, introducendo inoltre il divieto progressivo (a partire dal 2026 e dal 2030) per l’utilizzo di vecchi generatori di calore a biomassa (stufe obsolete e camini aperti) nelle zone più critiche, affiancato da incentivi economici per la loro sostituzione.
Sul fronte dei trasporti, è previsto il rinnovo dei parchi autobus con mezzi a basso impatto (elettrici, metano e idrogeno), il potenziamento delle reti ciclabili, limitazioni al traffico per i veicoli diesel fino a Euro 5 e l’elettrificazione delle banchine portuali. Strette normative in arrivo anche per le attività produttive, con limiti emissivi più severi in fase di Autorizzazione Integrata Ambientale, e per l’agricoltura, tramite nuove regolamentazioni sulla bruciatura all’aperto di stoppie e residui vegetali. Un pacchetto di azioni mirate per riportare a zero la percentuale di popolazione esposta al superamento dei limiti di polveri sottili (PM10 e PM2.5), rispondendo così in modo strutturale anche alle recenti procedure d’infrazione comunitarie.
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