Un uomo di 62 anni, residente in un comune del Salento, è indagato per presunti maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni della figlia di 11 anni, affetta da un disturbo dello spettro autistico. Secondo la denuncia presentata dalla madre, ex moglie dell’uomo, gli episodi di violenza si sarebbero ripetuti nel tempo, fino all’aggressione che sarebbe avvenuta lo scorso aprile, all’uscita dalla messa pasquale.
L’inchiesta, coordinata dalla pm Rosaria Petrolo, punta a ricostruire quanto accaduto e a verificare le responsabilità dell’indagato.
Secondo la ricostruzione accusatoria, padre e figlia avrebbero iniziato a discutere fuori dalla chiesa. Il confronto sarebbe rapidamente degenerato: l’uomo avrebbe minacciato la bambina, per poi colpirla con calci e pugni.
Alla scena avrebbe assistito un’amica della madre, insieme ad altre persone presenti sul posto. Le presunte percosse avrebbero provocato alla ragazzina alcune ecchimosi, tanto da rendere necessario il ricorso al pronto soccorso il giorno successivo. Il referto medico avrebbe indicato una prognosi di tre giorni.
L’episodio si inserirebbe, secondo quanto denunciato, in un quadro di comportamenti aggressivi che sarebbero andati avanti da tempo. Gli inquirenti avrebbero descritto le condotte contestate come reazioni caratterizzate da rabbia e prepotenza.
Un passaggio centrale dell’indagine è stato l’incidente probatorio, durante il quale la minore è stata ascoltata davanti alla gip Giulia Proto negli uffici della procura minorile.
La bambina avrebbe confermato i presunti comportamenti violenti del padre. Le sue dichiarazioni saranno ora esaminate da uno psicologo nominato dalla procura, incaricato di valutarne l’attendibilità. Per completare l’accertamento sono previsti circa 90 giorni.
La testimonianza rappresenta un elemento importante per gli investigatori, che dovranno confrontarla con gli altri riscontri raccolti durante le indagini.
L’indagato, assistito dall’avvocato Vito Lisi, respinge le contestazioni. Secondo la difesa, nella querela non sarebbero stati descritti con sufficiente precisione tutti gli episodi denunciati, mentre resterebbero da chiarire le modalità e le cause delle lesioni riferite dalla bambina.
Il legale avrebbe inoltre evidenziato che il ricorso alle cure mediche non sarebbe avvenuto nell’immediatezza dei fatti, ma soltanto il giorno successivo all’episodio contestato.
Sul caso peserebbe anche un contenzioso civile tra gli ex coniugi relativo all’affidamento della figlia, circostanza che potrebbe aver contribuito ad alimentare le tensioni familiari. Si tratta di un elemento che dovrà essere valutato nel contesto complessivo della vicenda, senza che possa determinare da solo conclusioni sulla fondatezza delle accuse.
Gli accertamenti proseguono per chiarire i fatti e verificare gli elementi raccolti. La responsabilità dell’uomo dovrà essere accertata nelle sedi competenti, mentre la procura attende gli esiti della valutazione psicologica sulla testimonianza della minore.
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