World Pasta Day, l’allarme di Coldiretti: cresce l’import di grano estero, a rischio la filiera pugliese

Nei primi sette mesi dell'anno gli arrivi dall'estero segnano un +5,1%. L'associazione chiede controlli rigorosi alle frontiere e contratti equi per tutelare i cerealicoltori.

In occasione del World Pasta Day, che si celebra oggi 25 ottobre, Coldiretti Puglia accende i riflettori sulle contraddizioni del mercato cerealicolo. Se da un lato l’interesse per la pasta 100% italiana cresce e le esportazioni registrano un incoraggiante +2,9% nei primi sette mesi dell’anno, dall’altro la filiera nazionale continua a dipendere fortemente dalle importazioni. I dati provvisori Istat evidenziano infatti un aumento del 5,1% degli arrivi di grano duro straniero, con oltre 1,75 milioni di tonnellate sbarcate in Italia. Una tendenza che preoccupa il settore e riaccende il dibattito sulla salvaguardia delle produzioni agricole locali e del Made in Italy sul territorio.

La questione del glifosato e la sicurezza

A pesare pesantemente sulla filiera è la perdurante mancanza di reciprocità nelle regole produttive. Coldiretti punta il dito in particolare sull’utilizzo del glifosato in preraccolta, una pratica severamente vietata in Italia dal 2016 ma ancora consentita in Paesi come il Canada, tra i principali fornitori del mercato nazionale. L’associazione di categoria chiede pertanto di rafforzare i controlli alle frontiere, garantendo l’applicazione del principio di reciprocità e assicurando ai consumatori la massima trasparenza sull’origine delle materie prime, per evitare che normative estere meno stringenti si traducano in una pericolosa concorrenza sleale.

L’impatto sulla Puglia e le richieste

La questione risulta di vitale importanza per la Puglia, dove il grano duro rappresenta da sempre una coltura strategica. Nonostante una produzione regionale attestatasi a 787mila tonnellate nel 2025, le aziende cerealicole si ritrovano strette tra l’inesorabile aumento dei costi e l’insufficiente remunerazione del prodotto. Per salvaguardare un patrimonio economico e gastronomico profondamente radicato (simboleggiato dalla tradizione di orecchiette e cavatelli), Coldiretti ritiene indispensabile rafforzare i contratti di filiera pluriennali, garantire prezzi equi e contrastare le pratiche commerciali sleali, distribuendo il valore generato in maniera più bilanciata lungo tutta la filiera.

Redazione

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